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title: "Si può usare l’AI sui fascicoli dei clienti? Che cosa chiede la legge agli studi professionali"
description: "Legge 132/2025, decreto in vigore dal 23 ottobre, segreto professionale e GDPR: che cosa deve fare uno studio che usa l’AI sui documenti dei suoi clienti."
url: https://csidia.com/note-operative/ai-fascicoli-clienti-studi-professionali-regole/
lang: it
date: 2026-10-27
label: "Normativa"
publisher: CSIDIA S.r.l. (https://csidia.com/)
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# Si può usare l’AI sui fascicoli dei clienti? Che cosa chiede la legge agli studi professionali

Se avete uno studio di avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro o ingegneri e state pensando di usare l’intelligenza artificiale sui fascicoli dei clienti, per riassumere un contratto, trovare una clausola o preparare la bozza di un parere, la legge italiana vi chiede già due cose. Dal 23 ottobre 2026 un decreto aggiunge due novità, sulla formazione e sul compenso. E resta la domanda più vecchia di tutte: dove vanno i documenti del cliente mentre l’AI ci lavora.

## Che cosa chiede già la legge 132/2025

L’articolo 13 della legge italiana sull’AI, in vigore dal 10 ottobre 2025, riguarda le professioni intellettuali e dice due cose.

La prima: l’AI serve «al solo esercizio delle attività strumentali e di supporto all’attività professionale e con prevalenza del lavoro intellettuale oggetto della prestazione d’opera». In pratica l’AI può cercare, riassumere, confrontare e scrivere una bozza; il giudizio, il parere e la firma restano del professionista. Un sì dato a una bozza senza leggerla rischia di essere solo un gesto simbolico, come abbiamo spiegato in [chi decide davvero quando l’AI prepara e una persona approva](https://csidia.com/note-operative/ai-prepara-persona-approva-chi-decide-davvero/).

La seconda: le informazioni sui sistemi di AI che lo studio usa vanno comunicate al cliente «con linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo». Il posto naturale è la lettera d’incarico.

## Dal 23 ottobre: formazione sull’AI e compenso

Il decreto legislativo 7 ottobre 2026, n. 179, adottato con la delega della legge sull’AI e in vigore dal 23 ottobre, ha due articoli che riguardano da vicino gli studi professionali.

**La formazione (art. 47).** I corsi di formazione iniziale e continua degli ordini professionali dovranno includere percorsi sull’uso dell’AI, con un monte ore minimo per ogni periodo di formazione continua. Il decreto dice anche che cosa devono contenere: come funzionano i sistemi, che cosa sanno fare e quali limiti hanno; le regole, a partire dall’AI Act; e i «profili deontologici relativi alle responsabilità del professionista nell’uso dei sistemi di intelligenza artificiale, agli obblighi informativi verso il cliente». I consigli nazionali hanno sei mesi dall’entrata in vigore del decreto per adeguare i loro regolamenti.

**Il compenso (art. 49).** L’uso dell’AI da parte del professionista «può comportare una modulazione dell’equo compenso», secondo parametri che terranno conto della classe di rischio del sistema usato, così come la fissa l’AI Act. I parametri arriveranno con i decreti sui compensi delle varie professioni, da integrare entro dodici mesi. Conta la direzione: quali sistemi di AI usate, e di quale classe di rischio, potrà pesare anche sul compenso, quindi conviene saperlo e poterlo dimostrare.

## Il segreto vale anche per chi lavora con voi

Le regole sull’AI si aggiungono a quelle di sempre. Per gli avvocati, per esempio, il codice deontologico forense chiede di mantenere «il segreto e il massimo riserbo sull’attività prestata e su tutte le informazioni che gli siano fornite dal cliente e dalla parte assistita» (art. 28). E aggiunge che l’avvocato deve adoperarsi perché il segreto sia osservato «anche da dipendenti, praticanti, consulenti e collaboratori, anche occasionali». Se la violazione riguarda il segreto professionale, la sanzione è la sospensione dall’attività da uno a tre anni.

Il codice non parla di AI. Ma un servizio esterno a cui mandate un fascicolo è un posto in più dove quel segreto deve tenere. E se nel fascicolo ci sono dati personali, come succede quasi sempre, il fornitore che li tratta per conto dello studio deve essere legato da un contratto scritto (art. 28 del GDPR), e non può affidarli a sua volta ad altri fornitori «senza previa autorizzazione scritta, specifica o generale» dello studio. Prima di caricare un documento conviene sapere su quale servizio va, con quale contratto e chi altro lo tratta: le differenze fra account personali e aziendali sono in [Posso usare ChatGPT con i contratti dei clienti?](https://csidia.com/note-operative/chatgpt-contratti-dei-clienti-cosa-controllare/).

## Il fascicolo può restare nello studio

C’è un’altra strada: un modello a pesi aperti che gira su una macchina dello studio, o su quella di un fornitore legato da un contratto sui dati. I fascicoli restano lì.

Per uno studio c’è anche un vantaggio di qualità. Molto del lavoro si ripete sempre nella stessa forma: riconoscere il tipo di atto, estrarre parti, date e scadenze, confrontare una clausola con il vostro modello. *Su compiti così, stretti e ripetuti, un modello a pesi aperti rifinito sui vostri esempi fa meglio dei grandi modelli generalisti, e resta in casa vostra*: le misure pubblicate lo sostengono, come abbiamo spiegato in [un modello piccolo, addestrato sul vostro lavoro, può battere i grandi modelli?](https://csidia.com/note-operative/modello-piccolo-addestrato-sul-compito-batte-grandi-modelli/). Il parere, invece, resta vostro: è il lavoro intellettuale che per la legge deve prevalere.

## Come lo facciamo noi

Anche noi lavoriamo su documenti che i clienti ci affidano, e la regola, in vigore al 20 ottobre 2026, è scritta: i manuali tecnici dei clienti li legge solo l’AI che gira sulle nostre macchine, mai un modello in cloud. Anche noi diciamo come usiamo l’AI: dal 21 ottobre 2026 la riga in fondo a ogni nota dice che è scritta con il suo aiuto e verificata da noi.

## Che cosa fare in studio

1. L’elenco degli strumenti di AI usati davvero, anche dentro i programmi che avete già: chi li usa, su quali fascicoli.
2. Una frase chiara nella lettera d’incarico: quali sistemi, per fare che cosa, chi decide.
3. Per ogni servizio esterno: contratto sui dati, dove lavora, a quali altri fornitori si appoggia.
4. Per i fascicoli che non devono uscire: un modello che gira su una macchina che controllate.
5. L’elenco dei corsi sull’AI seguiti, con date e contenuti, insieme ai crediti della formazione continua.

Se nel vostro studio volete usare l’AI sui fascicoli senza farli uscire, il passo è uno: [scriveteci che fascicoli sono e che lavoro ci dovete fare](https://csidia.com/contatti/).

*Scritto con l’aiuto dell’AI e verificato da CSIDIA.*

## Fonti

- [Legge 23 settembre 2025, n. 132, art. 13: professioni intellettuali (Normattiva)](https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2025-09-23;132~art13!vig=)
- [Decreto legislativo 7 ottobre 2026, n. 179, art. 47: formazione sull’intelligenza artificiale per le professioni (Normattiva)](https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2026-10-07;179~art47!vig=)
- [Decreto legislativo 7 ottobre 2026, n. 179, art. 49: equo compenso (Normattiva)](https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2026-10-07;179~art49!vig=)
- [Consiglio nazionale forense, Codice deontologico forense, testo aggiornato al 2026, art. 28](https://www.consiglionazionaleforense.it/documents/20182/40227/NUOVO+CODICE+DEONTOLOGICO+FORENSE++-+agg.+2026.pdf/8abe438b-a6fd-b8a6-9009-abaf35005f7b)
- [Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR), art. 28 (EUR-Lex)](https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2016/679/oj)

Nota di CSIDIA S.r.l. (Vignola, MO): https://csidia.com/note-operative/ai-fascicoli-clienti-studi-professionali-regole/ · Chi siamo e che cosa facciamo: https://csidia.com/in-breve/ · engagement@csidia.com
