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title: "Efficienza di riciclaggio delle batterie: che cosa si esclude dal calcolo"
description: "Fino al 31 dicembre 2029 sei elementi restano facoltativi nel calcolo dell’efficienza di riciclaggio delle batterie. Dal 2030 tre diventano obbligatori."
url: https://csidia.com/note-operative/efficienza-riciclaggio-batterie-cosa-si-esclude-dal-calcolo/
lang: it
date: 2026-09-27
label: "Normativa"
publisher: CSIDIA S.r.l. (https://csidia.com/)
english: https://csidia.com/en/notes/efficienza-riciclaggio-batterie-cosa-si-esclude-dal-calcolo/
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# Efficienza di riciclaggio delle batterie: che cosa si esclude dal calcolo

La percentuale di efficienza di riciclaggio che avete in mano per il 2025 non misura solo quello che esce dall’impianto: misura anche che cosa avete deciso di contare all’ingresso. Sei elementi si possono tenere fuori dal conto, la scelta resta vostra fino al 31 dicembre 2029, e per tre di essi dal 1º gennaio 2030 non lo sarà più. Chi contava su un rinvio degli obiettivi ha appena avuto la risposta: non arriva.

L’11 settembre 2026 la Commissione ha trasmesso a Parlamento e Consiglio la relazione COM(2026) 470 final sull’opportunità di rivedere quegli obiettivi. La conclusione sta in una riga: «Gli attuali obiettivi di cui all’allegato XII, parti B e C, del regolamento (UE) 2023/1542 rappresentano un giusto equilibrio tra ambizione e fattibilità.» È una valutazione, non un atto normativo: per spostare gli obiettivi serviva un atto delegato a norma dell’articolo 89, e non c’è. Da sola non cambia una virgola, ma toglie di mezzo l’ipotesi su cui qualcuno pianificava.

## Gli obiettivi non si toccano, e il primo è già scaduto

Sul testo consolidato al 13 agosto 2026, l’ultimo di quattro, l’allegato XII, parte B chiede entro il 31 dicembre 2025 il riciclaggio del 75 % in peso medio delle batterie al piombo-acido, del 65 % delle batterie al litio, dell’80 % delle nichel-cadmio e del 50 % degli altri rifiuti; entro il 31 dicembre 2030, l’80 % per il piombo-acido e il 70 % per il litio. La parte C chiede entro il 31 dicembre 2027 il recupero del 90 % per cobalto, rame, piombo e nichel e del 50 % per il litio; entro il 31 dicembre 2031, il 95 % per i primi quattro e l’80 % per il litio. La prima scadenza è passata da nove mesi, e l’articolo 71, paragrafo 2 mette l’obbligo in capo ai riciclatori.

Il primo dato formale, invece, deve ancora partire: la relazione colloca la comunicazione dei riciclatori alle autorità competenti entro la metà del 2027 e quella degli Stati membri entro la metà del 2028 (articolo 75, paragrafo 7, e articolo 76, paragrafo 1). L’anno che sta finendo è il primo che finirà per iscritto in un documento verificato.

## Sei elementi, due regimi, una data

Il metodo è il regolamento delegato (UE) 2025/606 del 21 marzo 2025 (GU L, 4.7.2025): l’efficienza è il rapporto fra la massa delle frazioni derivate e quella delle frazioni iniziali, per anno civile e per composizione chimica. Da qui l’aritmetica che conta: un elemento contato in entrata ma non recuperato resta al denominatore senza comparire al numeratore, e abbassa il risultato. La composizione della frazione iniziale si può ricavare anche dal [passaporto della batteria](https://csidia.com/note-operative/passaporto-batteria-segreto-industriale-2027).

Il punto (5) dell’allegato dispone: «Fino al 31 dicembre 2029, l’ossigeno, il carbonio proveniente da fonti di carbonio a livello di elemento, il ferro proveniente da fonti di ferro a livello di elemento, il fosforo, il cloro e lo zolfo possono essere considerati ai fini del calcolo dell’efficienza di riciclaggio, nella m iniziale e nella m derivata.» Il punto (6) cambia il verbo: «A decorrere dal 1º gennaio 2030, il carbonio proveniente da fonti di carbonio a livello di elemento, il ferro proveniente da fonti di ferro a livello di elemento e il fosforo sono considerati», mentre per ossigeno, cloro e zolfo l’inclusione «diviene facoltativa».

*Possono* contro *sono*: oggi i sei elementi sono facoltativi e sceglie l’impianto; dal 2030 tre entrano d’ufficio in entrambi i termini del rapporto e tre restano opzionali. Il regime rigido parte il 1º gennaio 2030 e il 70 % sul litio si misura al 31 dicembre 2030: l’anno dell’obiettivo è il primo anno del metodo nuovo. E l’articolo 71, paragrafo 5 fissa il ritmo della revisione: «Entro il 18 agosto 2026 e successivamente almeno ogni cinque anni». Il prossimo esame obbligato cade non oltre il 18 agosto 2031.

## La parola che manca nel regolamento

La relazione scrive che «a decorrere dal 1º gennaio 2030 non sarà più possibile escludere dai calcoli i solventi e la grafite (e più in generale le frazioni di carbonio)», e più avanti che «la grafite, il ferro e il fosforo dovranno essere inclusi nei calcoli».

Nel regolamento delegato, però, «grafite» non compare mai: zero occorrenze in italiano e zero in inglese. «Solventi» nemmeno. «Carbonio» compare ventotto volte, sempre nella formula «carbonio proveniente da fonti di carbonio a livello di elemento» o nella nota che tiene la plastica riciclata distinta «dal carbonio a livello di elemento».

Non è una contraddizione: la grafite è carbonio, e l’anodo è una fonte a livello di elemento. È però una differenza che si sente in fase di compilazione: i modelli dell’allegato prevedono una riga per il carbonio da fonti a livello di elemento, non per la grafite. Chi ha costruito il tracciato dei dati sul linguaggio della relazione cerca un campo che non esiste; chi lo ha costruito sul regolamento deve sapere che lì dentro, per la Commissione, finiscono anche i solventi.

## Tre modelli di calcolo, tre esiti

Il Centro comune di ricerca ha stimato l’efficienza media ponderata ottenibile sulle batterie al litio con tre modelli: nessuna esclusione di frazioni; esclusione del solo ossigeno, con grafite e solventi considerati recuperati; esclusione di ossigeno, solventi e grafite. Stesso parco impianti, stesso anno, tre percentuali e tre esiti.

Senza esclusioni, «conseguire gli obiettivi sarebbe molto difficile nel caso di tutte le batterie al litio, a meno che non siano recuperate ulteriori frazioni (ad esempio la grafite)». Con il solo ossigeno fuori, il 2025 potrebbe mancare perché grafite e solventi pesano in entrata «sebbene nella pratica non siano ancora riciclati a un tasso sufficientemente elevato». Con tutte e tre le esclusioni, il modello «consentirebbe di raggiungere gli obiettivi per il 2025 e il 2030 per le batterie al litio».

Resta fermo anche il 50 % di litio al 2027: l’obiettivo, «pur non essendo il massimo attualmente raggiungibile in termini di fattibilità tecnologica e redditività economica, è considerato ben equilibrato». Una riduzione, si legge, «potrebbe ritardare gli investimenti necessari nel riciclaggio delle batterie» e «si applicherebbe anche al riciclaggio nei paesi terzi a norma dell’articolo 72, paragrafo 3».

## Quello che non sappiamo

L’analisi del JRC è una modellizzazione prospettica e la relazione ne dichiara i limiti: «si avvale di ipotesi e stime, come qualsiasi altra attività di modellizzazione». La composizione dei rifiuti disponibili è stimata con una distribuzione di Weibull e gran parte dei dati dell’industria era riservata. Le percentuali dei tre modelli stanno in una figura, non nel testo: non le riportiamo. Non sappiamo che cosa faccia un singolo impianto e non lo scriviamo: i dati pubblici misurano esiti, non processi. Molti portatori di interessi l’hanno definita prematura; nessuno ha chiesto di modificarne le conclusioni.

## Fonti

- [EUR-Lex — Relazione COM(2026) 470 final dell’11 settembre 2026 (CELEX 52026DC0470)](https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:52026DC0470)
- [EUR-Lex — Regolamento delegato (UE) 2025/606 del 21 marzo 2025 (GU L, 2025/606, 4.7.2025)](https://eur-lex.europa.eu/eli/reg_del/2025/606/oj)
- [EUR-Lex — Regolamento (UE) 2023/1542, testo consolidato al 13.8.2026 (CELEX 02023R1542-20260813)](https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:02023R1542-20260813)

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