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title: "Modelli AI di uso generale: dal 2 agosto potete pretendere di più dal fornitore"
description: "Dal 2 agosto 2026 gli obblighi GPAI sono sanzionabili: documentazione tecnica, sintesi dei dati di addestramento, policy sul copyright. Cosa chiedere."
url: https://csidia.com/note-operative/gpai-2-agosto-2026-cosa-chiedere-fornitore/
lang: it
date: 2026-07-20
label: "Normativa"
publisher: CSIDIA S.r.l. (https://csidia.com/)
english: https://csidia.com/en/notes/gpai-2-agosto-2026-cosa-chiedere-fornitore/
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# Modelli AI di uso generale: dal 2 agosto potete pretendere di più dal fornitore

Il 2 agosto 2026 — tra pochi giorni — il Capo V del regolamento europeo sull’AI (Reg. UE 2024/1689) diventa **pienamente applicabile e sanzionabile** per i fornitori di modelli di uso generale, i cosiddetti GPAI: le grandi «fondazioni» su cui gira quasi tutta l’AI generativa aziendale. La notizia è stata raccontata soprattutto dal lato di chi i modelli li produce. Ma c’è un lato che interessa molto di più la maggior parte delle organizzazioni: **quello di chi i modelli li adotta**. Perché da quella data avete diritto a informazioni che prima nessuno era obbligato a darvi — e potete usarle come filtro nei contratti.

## Cosa scatta, in breve

Gli obblighi sui GPAI erano formalmente in vigore dal 2 agosto 2025, ma è dal 2 agosto 2026 che la Commissione acquisisce i **poteri di enforcement**: da adempimenti senza conseguenze immediate diventano regole che possono portare a sanzioni. La norma distingue due categorie: i **GPAI standard**, soggetti agli obblighi di trasparenza e documentazione (art. 53), e i **GPAI con rischio sistemico** — i modelli più potenti — soggetti a obblighi rafforzati di valutazione e mitigazione del rischio (art. 55). L’apparato sanzionatorio dell’art. 99 arriva fino a **15 milioni di euro o il 3% del fatturato mondiale** per la violazione degli obblighi GPAI.

## Cosa il fornitore ora deve produrre (e voi potete chiedere)

Sono quattro documenti, previsti dalla norma:

1. **Documentazione tecnica** del modello (Allegato XI): capacità, limiti, architettura in forma sintetica.
2. **Informazioni per i fornitori a valle** (Allegato XII): ciò che serve a chi integra il modello in un proprio prodotto per usarlo in modo conforme — e «a valle» siete voi, se costruite un servizio sopra un modello di terzi.
3. **Policy di conformità sul copyright**: come il fornitore rispetta il diritto d’autore nell’addestramento.
4. **Sintesi dei contenuti usati per l’addestramento**: il riassunto pubblico di *cosa* è entrato nel modello.

Per chi adotta l’AI, questo cambia la conversazione con il fornitore: non più «fidatevi», ma «mostratemi il documento». È lo stesso principio di reversibilità e trasparenza che [i capitolati pubblici stanno già adottando](https://csidia.com/note-operative/palantir-regno-unito-punto-di-debolezza), ora con una base normativa esplicita.

## Il Codice di buone pratiche: come leggerlo dal lato cliente

La Commissione ha pubblicato un **Codice di buone pratiche** per i GPAI: chi vi aderisce gode di una **presunzione di conformità** che riduce l’esposizione in caso di controllo. Non è un salvacondotto assoluto, ma un fornitore che ha firmato il Codice e ne rispetta i contenuti parte da una posizione più solida. Per voi che comprate, l’adesione al Codice diventa un **criterio di selezione semplice e verificabile**: chiedete se il fornitore vi ha aderito, e fatelo mettere per iscritto. È il modo più rapido per distinguere chi ha fatto i compiti da chi rimanda.

## Perché riguarda anche chi «non sviluppa AI»

Se la vostra azienda usa un assistente, un copilota o un servizio costruito su un modello di frontiera, siete un **deployer** — e parte degli obblighi ricade su di voi (uso conforme alle istruzioni, sorveglianza umana, informazione degli interessati). La documentazione GPAI del fornitore è esattamente ciò che vi serve per fare la vostra parte: senza la scheda del modello non potete dimostrare di averlo usato correttamente. È il motivo per cui [censire dove l’AI tocca le persone](https://csidia.com/note-operative/legge-italiana-ai-132-2025) e raccogliere la documentazione dei fornitori vanno fatti ora, non dopo la prima ispezione. E vale il principio che applichiamo per costruzione: [ogni azione critica resta sotto controllo umano](https://csidia.com/ai-operativa), qualunque sia il modello sotto il cofano.

## Cosa fare entro il 2 agosto

1. **Elencate i modelli GPAI che usate**, diretti (API di un fornitore) e indiretti (dentro software di terzi).
2. **Richiedete per iscritto** ai fornitori: documentazione tecnica, informazioni per il deployer, policy copyright, sintesi dell’addestramento, adesione al Codice.
3. **Archiviate le risposte**: in un’ispezione, «non ce l’hanno mandata» non è una difesa se non l’avete chiesta.
4. **Inserite questi requisiti nei prossimi contratti**: la conformità del fornitore diventa un obbligo contrattuale, non una cortesia.

*Volete sapere quali obblighi GPAI toccano i sistemi che usate — e cosa chiedere ai vostri fornitori prima del 2 agosto? [Mezz’ora con un nostro esperto](https://csidia.com/contatti) per la mappa.*

## Fonti

- [Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act) — Capo V, modelli GPAI (EUR-Lex)](https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2024/1689/oj)
- [Commissione europea — General-Purpose AI Models e Code of Practice](https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/policies/ai-code-practice)

Nota di CSIDIA S.r.l. (Vignola, MO): https://csidia.com/note-operative/gpai-2-agosto-2026-cosa-chiedere-fornitore/ · Chi siamo e che cosa facciamo: https://csidia.com/in-breve/ · engagement@csidia.com
