Basta togliere i nomi da un documento per darlo a ChatGPT? Che cosa resta riconoscibile
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Se in azienda la regola non scritta è prima di incollarlo in ChatGPT tolgo i nomi, state contando su una protezione che spesso non c’è. Per la legge, per voi che sapete chi c’era, un documento senza nomi resta un documento con dati personali. E i grandi modelli sono bravi proprio in questo: ricavare dal resto del testo i dettagli che fanno riconoscere una persona.
Senza nomi non vuol dire anonimo
Il GDPR distingue. I dati anonimi sono fuori dal regolamento: sono informazioni da cui non si può più risalire alla persona. I dati pseudonimizzati, cioè con i nomi sostituiti da un codice, restano dentro: «I dati personali sottoposti a pseudonimizzazione, i quali potrebbero essere attribuiti a una persona fisica mediante l’utilizzo di ulteriori informazioni, dovrebbero essere considerati informazioni su una persona fisica identificabile» (considerando 26).
Per decidere se una persona è identificabile si guardano tutti i mezzi che il titolare o un terzo può ragionevolmente usare, con i costi e il tempo che servono, tenendo conto «sia delle tecnologie disponibili al momento del trattamento, sia degli sviluppi tecnologici». E un’AI che legge i testi è una di quelle tecnologie.
C’è poi una condizione che a mano si salta facilmente. Le informazioni che permettono di tornare ai nomi devono essere «conservate separatamente» e protette con misure apposite (art. 4, punto 5). Chi sostituisce un nome con Cliente A tenendo l’originale aperto nella finestra accanto non tiene niente separato.
Che cosa ha detto la Corte di giustizia
Il 4 settembre 2025, nella causa C-413/23 P, la Corte di giustizia ha interpretato il regolamento gemello del GDPR per le istituzioni europee, che ha nella sostanza le stesse definizioni. I punti utili per un’azienda sono due.
Per chi ha tolto i nomi e ha la chiave per rimetterli, i dati «conservano, nonostante la pseudonimizzazione, il loro carattere personale» (punto 76). Quindi per voi il testo che mandate fuori resta un dato personale, e mandarlo a un servizio esterno è un trattamento con tutte le regole del GDPR, a partire dal contratto sui dati con quel servizio, come abbiamo spiegato per i contratti dei clienti su ChatGPT.
Per chi riceve, invece, quei dati possono non essere personali, ma solo se non è in grado di risalire alla persona «anche mediante il ricorso ad altri mezzi di identificazione, quali una sovrapposizione con altri elementi» (punto 77). E un modello linguistico ricava dal testo proprio i dettagli da sovrapporre.
Il resto del testo parla
Nel 2019 tre ricercatori di Lovanio e dell’Imperial College hanno stimato quanto si riconosce una persona in un archivio da cui sono stati tolti i nomi. La loro conclusione, sulla popolazione degli Stati Uniti: «99.98% of Americans would be correctly re-identified in any dataset using 15 demographic attributes», il 99,98% degli americani verrebbe riconosciuto correttamente in qualunque archivio con 15 dati demografici, come data di nascita, sesso, codice postale o stato civile.
Con i testi liberi, come mail, verbali e relazioni, ci pensa il modello. In uno studio presentato nel 2024, un gruppo dell’ETH di Zurigo ha dato a nove modelli messaggi veri pubblicati su Reddit: il migliore, GPT-4, ha indovinato al primo tentativo in media l’85% degli attributi degli autori, come luogo, reddito e sesso. Poi i ricercatori hanno tolto dai testi, con uno strumento professionale di anonimizzazione, luoghi, indirizzi, persone, organizzazioni, date, età e numeri. Il luogo, GPT-4 lo indovinava ancora nel 55% circa dei casi, contro l’86% di prima. La conclusione degli autori: l’anonimizzazione del testo e i limiti messi dentro i modelli «are currently ineffective at protecting user privacy against LLM inference», oggi non bastano a proteggere la riservatezza da ciò che un modello deduce. Erano modelli del 2023.
In un documento aziendale può succedere lo stesso. Un esempio inventato: in un verbale, il responsabile della verniciatura del secondo stabilimento, assente da marzo per un intervento non ha un nome, ma in azienda lo riconoscono tutti, e la frase dice anche qualcosa sulla sua salute.
E i segreti non hanno nomi da togliere
Un contratto senza il nome del cliente contiene ancora prezzi, sconti e condizioni. Un disegno senza il logo resta il disegno. Per il Codice della proprietà industriale questi sono segreti commerciali solo se li avete protetti con misure ragionevolmente adeguate, e togliere il nome del cliente non tiene segreti i prezzi: lo abbiamo spiegato in se non potete provare le misure, la tutela non c’è.
Come lo facciamo noi
La regola che applichiamo a noi stessi guarda a chi legge, non ai nomi. Queste note le scriviamo con l’aiuto dell’AI, Claude, su fonti pubbliche. I manuali tecnici che i clienti ci affidano, invece, li legge solo l’AI che gira sulle nostre macchine, mai un modello in cloud: è una regola scritta, in vigore al 20 ottobre 2026.
C’è anche un motivo pratico: un contratto senza nomi, prezzi e date serve meno, perché l’AI non può controllare proprio quello che vi interessa. Il modello migliore è quello che potete usare sui vostri dati veri, interi, su una macchina vostra.
Che cosa fare questa settimana
- Nella vostra policy aziendale sull’AI scrivete, per tipo di documento, chi lo può leggere: i documenti pubblici anche un servizio esterno; quelli con dati personali o segreti solo un servizio con un contratto che li copra, o un modello su una macchina vostra.
- Non chiamate anonimo un documento da cui avete tolto i nomi: trattatelo come un dato personale.
- Se pseudonimizzate davvero, usate uno strumento, tenete la tabella dei nomi separata e chiusa, e controllate a campione che dal resto del testo non si capisca di chi si parla.
- Per i documenti che servono interi, con nomi, numeri e contesto, valutate un modello che giri in casa.
Se non sapete quali documenti possono uscire e quali no, il passo è uno: scriveteci con quali documenti volete usare l’AI.
Scritto con l’aiuto dell’AI e verificato da CSIDIA.
Fonti
- Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR), considerando 26 e art. 4, punto 5 (EUR-Lex)
- Corte di giustizia dell’Unione europea, sentenza del 4 settembre 2025, causa C-413/23 P, GEPD contro SRB, punti 76, 77 e 86 (EUR-Lex)
- Rocher, Hendrickx e de Montjoye, «Estimating the success of re-identifications in incomplete datasets using generative models», Nature Communications, 2019
- Staab, Vero, Balunović e Vechev (ETH Zurigo), «Beyond Memorization: Violating Privacy Via Inference with Large Language Models», ICLR 2024 (arXiv)