LFM2.5 di Liquid AI: sopra i dieci milioni di dollari la licenza non è concessa
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Liquid AI pubblica su Hugging Face la famiglia LFM2.5, e il suo modello testuale — LiquidAI/LFM2.5-2.6B, creato il 28 luglio 2026 e aggiornato il 7 agosto — porta fra i tag dichiarati nella scheda la parola che conta di più per chi legge queste note: edge. Insieme a lfm2, text-generation, liquid, lfm2.5, conversational e alle lingue coperte — arabo, cinese, inglese, francese — è la scheda a dire per che cosa è pensato. In undici giorni ha raccolto 77.973 download e 377 like. La variante quantizzata, LiquidAI/LFM2.5-2.6B-GGUF, pubblicata il 1° agosto, è quella che gira davvero su una macchina piccola: altri 31.489 download. Un modello per l’inferenza dentro il proprio perimetro, senza rete, è ciò che una grande impresa, una pubblica amministrazione, la difesa o la sanità stanno cercando. Poi si scorre la scheda fino in fondo: license: other, license_name: lfm1.0. Lì comincia il lavoro vero.
Tre repository, una sola licenza
Sotto lo stesso nome commerciale, Liquid AI tiene almeno tre repository distinti. LiquidAI/LFM2.5-2.6B: creato il 28 luglio 2026, undici file, 77.973 download. LiquidAI/LFM2.5-2.6B-GGUF: creato il 1° agosto, 31.489 download. LiquidAI/LFM2.5-VL-450M, vision-language della stessa famiglia: creato l’8 aprile 2026, 74.190 download, quattro commit in tutto, tutti dell’8 aprile. La licenza non è mai cambiata dalla pubblicazione: c’era già nel primo commit, non aggiunta dopo per accontentare un revisore — non è il caso recente di Qwen3.8-Max, i cui pesi sono arrivati con la parola «licenza» ancora assente. Tutti e tre dichiarano la stessa riga: license: other, license_name: lfm1.0.
Una licenza che sembra Apache 2.0
Il testo si intitola «LFM Open License v1.0», licenziante Liquid AI, Inc., 10.574 caratteri. La struttura ricalca Apache 2.0 quasi sezione per sezione: Definitions, Grant of Copyright License, Grant of Patent License, Redistribution, Submission of Contributions, Trademarks, Disclaimer of Warranty, Limitation of Liability, Accepting Warranty. Le condizioni di redistribuzione sono quelle note a chi ha letto una licenza open source: copia della licenza a chi riceve il lavoro, avvisi ben visibili sui file modificati, conservazione degli avvisi di copyright, brevetto, marchio e attribuzione, riproduzione del file NOTICE. Chi la scorre cercando le parole familiari le trova tutte — come in altre licenze di pesi aperti che sembrano permissive a un primo sguardo. Il problema è che ce ne sono altre due, e Apache 2.0 non le ha.
Le definizioni che decidono
La Sezione 5, «Commercial Use Limitation», dice: «(a) The rights granted under this License for Commercial Use are conditioned upon You or Your Legal Entity not exceeding the Threshold. (b) Any Commercial Use of the Work or a Derivative Work by a Legal Entity that exceeds the Threshold is not licensed under this Agreement. (c) The Threshold shall not apply to a Qualified Non-Profit Organization’s use of the Work or a Derivative Work for Non-Commercial or Research Purposes.» — i diritti per l’uso commerciale reggono solo sotto la soglia; sopra, quell’uso non è concesso; l’eccezione vale solo per una non profit qualificata, per usi non commerciali o di ricerca. La Sezione 2 concede la licenza «including the Commercial Use limitation set forth in Section 5» — il limite non è una postilla, è dentro la concessione stessa.
Tre definizioni, dalla Sezione 1, decidono il resto. «“Threshold” shall mean annual revenue of 10 million United States dollars ($10,000,000) or more» — un fatturato annuo di dieci milioni di dollari o più. «“Commercial Use” shall mean any use of the Work for direct or indirect commercial advantage or monetary compensation» — vantaggio commerciale diretto o indiretto, o compenso monetario: larga, non ristretta alla vendita del modello. E «“Legal Entity” shall mean the union of the acting entity and all other entities that control, are controlled by, or are under common control with that entity», dove il controllo scatta al cinquanta per cento (50%) delle azioni. Non si misura la controllata: si misura il gruppo. Il confine, qui, non è il territorio — come in un caso recente — è chi siete, misurato in fatturato.
Una domanda che va posta, non risolta
Una pubblica amministrazione italiana che installa LFM2.5 per un compito istituzionale fa «Commercial Use»? La definizione è ampia e non esclude un ente pubblico in quanto tale. L’unica via d’uscita nel testo è la lettera (c), sulla «Qualified Non-Profit Organization»: entità organizzata e operante esclusivamente per scopi religiosi, caritatevoli, scientifici, di collaudo per la sicurezza pubblica, letterari o educativi, esente da imposta federale ai sensi della Section 501(c)(3) dello United States Internal Revenue Code del 1986, «or any equivalent non-profit or charitable organization in a foreign jurisdiction» — o equivalente in una giurisdizione straniera. Se un comune, un’azienda sanitaria o un ministero rientrino in quell’equivalenza non è scritto nella licenza: è una valutazione giuridica, da fare e datare prima della messa in esercizio, non dopo un’ispezione.
Come lo verifichiamo noi
Quando un cliente ci porta un modello a pesi aperti, non ci fermiamo alla scheda su Hugging Face: apriamo il file LICENSE, isoliamo le clausole che una descrizione commerciale non riporta — soglie di fatturato, definizione di entità, condizioni di terminazione — e le mettiamo in un registro a disposizione del cliente, non nostro. Per LFM2.5 significa calcolare la soglia dei dieci milioni sul gruppo, non sulla singola controllata, e datare la verifica. È lo stesso controllo che facciamo girare, come servizio continuativo, su ogni modello in esercizio.
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La sezione che quasi nessuno invoca, finché non serve
La seconda sezione che Apache 2.0 non ha è la Sezione 11, «Termination»: «This License will terminate automatically and immediately if You fail to comply with any of its terms and conditions. Upon termination, You must cease all use of the Work and any Derivative Works and delete all copies in Your possession.» — la licenza si estingue automaticamente alla prima inosservanza, e da quel momento l’obbligo è cessare l’uso e cancellare tutte le copie in possesso. Non è teorico quando il modello, per costruzione, è pensato per girare sul dispositivo: un impianto che non sa dove sono finite le copie non può eseguire quell’obbligo.
Il rovescio
Va detto con lo stesso rigore usato finora: una soglia di fatturato non è un inganno. Sta scritta alla Sezione 5, in chiaro, e il testo si scarica in un clic dalla scheda dei pesi. Chi pubblica un modello per ricercatori, piccole imprese e non profit, riservandosi il rapporto diretto con chi supera i dieci milioni, sta scegliendo un modello di business legittimo, dichiarato in chiaro. Il problema non è la clausola: è che la si legge dopo, quando il modello è già dentro un progetto, e che l’etichetta con cui questi modelli circolano — «open», «pesi aperti» — non distingue fra un permesso incondizionato e un invito a trattare.
Cosa fare, in pratica
- Aprite il file
LICENSEprima di scaricare: l’etichetta della scheda dice soloother. - Calcolate la soglia sul gruppo, non sulla singola società collegata: l’entità è l’unione di quelle sotto controllo comune, soglia 50% delle azioni.
- Registrate, per ogni modello in esercizio: artefatto, repository, revisione, licenza, condizioni particolari, data di verifica.
- Trattate la Sezione 11 come rischio operativo: la terminazione impone di cancellare le copie, e serve sapere dove sono.
- Valutate e datate, prima della messa in esercizio, se il vostro ente rientri nell’eccezione della lettera (c).
Come lo risolviamo noi
I due assi valgono anche qui. Adempiere: la verifica di licenza, provenienza e soglia di ciascun modello in esercizio diventa un controllo che gira sui sistemi del cliente, con un registro — artefatto, repository, revisione, hash, licenza, soglie, data di verifica — pronto da esibire a un’ispezione o a un committente. Decidere: lo stesso impianto tiene insieme modelli, dati, documenti e sistemi dell’organizzazione in un modello operativo unico, su cui agenti AI eseguono decisioni con un operatore al comando, per grandi imprese, difesa, pubblica amministrazione e sanità. L’argomento multimodello si vede in concreto: se una licenza esclude la vostra organizzazione per fatturato, si cambia il componente — non il progetto — perché ontologia, dati e processi restano vostri. Sempre nelle due modalità: on-premise su macchine autonome senza integrazione profonda nella rete del cliente, oppure cloud dedicato con data center in Italia; sempre con gestione condivisa.
State valutando LFM2.5, o un altro modello pensato per l’edge, e non sapete se la vostra organizzazione resta sotto soglia? Parlatene con un nostro tecnico: la prima sessione è senza costi.