On-premise, nel vostro ambiente
L’AI gira sull’infrastruttura che già controllate. I documenti non attraversano il confine della vostra rete e l’amministrazione resta al vostro IT.
Soluzioni · Protezione dei dati e perimetro
Prima si stabilisce quale dato può stare dove. Poi si sceglie dove far girare il modello. Mai il contrario.
Il 30 giugno 2026 è scaduta la tolleranza transitoria del Regolamento ACN sulle infrastrutture digitali e i servizi cloud per la pubblica amministrazione: nessun ente può più restare sulle infrastrutture già in uso in attesa di migrare. L’art. 3 impone di classificare dati e servizi in ordinari, critici e strategici; dall’art. 17 discende il livello di qualificazione cloud ammesso — almeno QC2 per i critici, QC3 o QC4 per gli strategici. Un assistente AI generico che quella qualificazione non l’ha mai affrontata non può trattare un fascicolo critico, per quanto cifrato sia il traffico.
Per le imprese il calendario è NIS2. Il D.lgs. 138/2024 chiede all’organo di amministrazione di approvare le misure di gestione del rischio e di sorvegliarne l’attuazione (art. 23) e fissa il termine per adottarle (art. 24): ottobre 2026 per la prima ondata di soggetti registrati, 31 luglio 2027 per chi si è registrato dopo. In ispezione non conta cosa avete fatto, conta cosa potete mostrare. E i documenti che lo mostrano — architetture di sicurezza, contratti con i fornitori, piani di continuità — sono essi stessi know-how: il D.lgs. 63/2018, che ha riscritto gli artt. 98-99 del Codice della Proprietà Industriale, protegge il segreto commerciale solo se esistono misure ragionevolmente adeguate a mantenerlo segreto.
Soluzioni
Applichiamo i criteri ACN a ogni insieme di dati che un’AI dovrebbe toccare: ordinario, critico, strategico. Verifichiamo se ricadete nel Perimetro di sicurezza nazionale cibernetica o negli obblighi NIS2, dove la classe del dato è stabilita per legge e non per valutazione interna.
Dalla classe discendono il livello di qualificazione ammesso e il luogo in cui il modello può girare. Le due modalità restano sempre entrambe disponibili: on-premise nel vostro ambiente oppure cloud dedicato CSIDIA, con data center in Italia. AI dedicate e chiuse, sganciate dal web aperto.
Agenti dedicati confrontano il raccoglitore reale con le misure richieste, voce per voce: segnalano cosa manca e propongono la correzione. Nessun documento esce dal perimetro e la firma resta all’ufficio legale o tecnico.
Diciamo anche dove ci fermiamo. Gli atti coperti dalle classifiche di segretezza della L. 124/2007 e le informazioni classificate UE richiedono ambienti accreditati e abilitazioni soggettive che nessuna piattaforma commerciale, nemmeno la nostra, sostituisce.
Caso tipo, non un cliente reale. Un ente di medie dimensioni: 400 dipendenti, undici applicativi in uso, quattro dei quali su cloud. Vuole introdurre un assistente AI per riassumere pratiche e relazioni. Prima di guardare un solo strumento serve rispondere a una domanda che la norma pone per prima: di quei dati, quali sono ordinari, quali critici, quali strategici.
I criteri dell’art. 3 si applicano a ogni insieme di dati che l’AI dovrebbe toccare, servizio per servizio: ordinario, critico, strategico, con la motivazione scritta accanto. Dove il dato ricade nel Perimetro di sicurezza nazionale cibernetica o negli obblighi NIS2 la classe è stabilita per legge: non si valuta, si registra.
Per ogni classe si scrive dove quel dato vive oggi: quale applicativo, quale fornitore, quale livello di qualificazione, dove sono i data center, chi accede. Su undici applicativi la mappa si chiude in pochi giorni; i punti da guardare con più attenzione sono i servizi accessori — backup, posta, strumenti di collaborazione.
Il confronto è meccanico: i dati critici possono stare solo su servizi qualificati almeno QC2, gli strategici solo su QC3 o QC4. Esce l’elenco dei casi fuori posto, ciascuno con la ragione, il riferimento e la data da cui lo è.
Prima ciò che è fuori norma oggi, poi ciò che lo diventa alla scadenza successiva. Per ogni voce: cosa si sposta, dove, entro quando, chi firma. L’AI gira dove la classe lo consente — on-premise nell’ambiente dell’ente oppure su cloud dedicato, con VPN dedicata, data center in Italia e locali presidiati.
Sul raccoglitore reale dell’ente ogni misura richiesta ha tre risposte possibili: c’è ed è approvata, c’è ma non è mai stata approvata, non c’è. Per il terzo caso arriva una bozza di testo da valutare. Chi la approva e la firma è l’ufficio legale o tecnico dell’ente, non il sistema.
Sull’esempio, dalla prima riunione alla mappa firmata passano circa sei settimane, due delle quali di sola raccolta. È una stima sul caso tipo, non una promessa. Al termine l’ente sa, prima che glielo chieda un’ispezione, cosa può dimostrare, cosa no, in quale ordine chiudere le lacune e quali atti restano fuori portata di qualunque piattaforma commerciale, la nostra compresa. Nessun fascicolo esce dal perimetro dell’ente.
Esempio illustrativo su un caso tipo: le assunzioni si ricalibrano sui vostri dati.
L’AI gira sull’infrastruttura che già controllate. I documenti non attraversano il confine della vostra rete e l’amministrazione resta al vostro IT.
Ambiente riservato al singolo cliente, VPN dedicata, data center residente in Italia, in locali che presidiamo direttamente. Nessuna condivisione con altri clienti.
In entrambi i casi i modelli sono dedicati e chiusi, sganciati dal web aperto: nulla di quello che leggono alimenta servizi di terzi. Sono modelli a pesi aperti, con la copia dei pesi archiviata nel perimetro in cui gira: la versione che usate cambia quando lo decidete voi.
Prima va stabilita la classe del dato. L’art. 3 del Regolamento ACN divide dati e servizi in ordinari, critici e strategici; dall’art. 17 discende il livello di qualificazione ammesso: almeno QC2 per i critici, QC3 o QC4 per gli strategici. Un servizio che quella qualificazione non l’ha mai affrontata non può trattare un fascicolo critico, per quanto cifrato sia il traffico.
La classificazione si applica a ogni insieme di dati che l’AI dovrebbe toccare, con la motivazione scritta accanto. Dove il dato ricade nel Perimetro di sicurezza nazionale cibernetica o negli obblighi NIS la classe è stabilita per legge: non si valuta, si registra. Dalla classe discendono poi il livello di qualificazione ammesso e il luogo in cui il modello può girare.
Le modalità sono due: on-premise nell’ambiente che già controllate, oppure cloud dedicato — ambiente riservato al singolo cliente, VPN dedicata, data center residente in Italia, in locali che presidiamo direttamente. In entrambi i casi i modelli sono dedicati e chiusi, sganciati dal web aperto.
Il D.lgs. 63/2018 protegge il segreto commerciale solo in presenza di misure ragionevolmente adeguate a mantenerlo segreto. Tenere l’elaborazione dentro il perimetro è una di quelle misure, ma da sola non basta: va descritta e tracciata — chi accede, con quale canale, dove è archiviato il documento.
I dati soggetti agli obblighi del Perimetro sono classificati strategici per legge: l’architettura è vincolata a monte e i livelli ammessi sono QC3 o QC4. Diciamo anche dove ci fermiamo: gli atti coperti dalle classifiche di segretezza della L. 124/2007 e le informazioni classificate UE richiedono ambienti accreditati e abilitazioni soggettive che nessuna piattaforma commerciale, nemmeno la nostra, sostituisce.
Altre soluzioni
Conformità documentale assistita Governance e conformità AI Analisi su dati sensibili
Il primo passo
Un caso d’uso reale, sui vostri dati, in produzione. Poi si cresce, settimana dopo settimana.
Si parte da una sessione con un nostro esperto di engagement. I dati restano vostri, sempre.