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DeepSeek-V4-Pro-0813: licenza MIT, pesi inclusi, nessuna usage policy nel repository

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Foglio di carta bianca stropicciata fotografato da vicino, in bianco e nero, senza scritte né persone
Nessun secondo foglio sotto questo: lo abbiamo cercato, e non c’è.

Nelle ultime settimane abbiamo raccontato più volte la stessa trappola: una licenza permissiva sulla scheda, e accanto un secondo documento che la svuota. Questa volta abbiamo fatto lo stesso controllo, file per file, e la trappola non c’è. Vale la pena scriverlo, perché il compratore non lo sa finché non lo verifica.

deepseek-ai/DeepSeek-V4-Pro-0813 è comparso su Hugging Face il 13 agosto 2026. Il campo createdAt dell’API, che abbiamo interrogato il 15 agosto, riporta 2026-08-13T03:05:06Z; nello stesso momento il repository segnava 19.945 download, 486 like e 92 file. I tag includono deepseek_v4, text-generation, safetensors, fp8, 8-bit, license:mit e il riferimento arxiv:2606.19348.

Il file di licenza, letto per intero

Il file LICENSE apre così: «MIT License Copyright (c) 2023 DeepSeek», e prosegue con la concessione: «Permission is hereby granted, free of charge, to any person obtaining a copy of this software and associated documentation files (the “Software”), to deal in the Software without restriction, including without limitation the rights to use, copy, modify, merge, publish, distribute, sublicense, and/or sell copies of the Software» — traduzione nostra: si concede a chiunque, a titolo gratuito, il permesso di usare il Software senza restrizioni, compresi i diritti di copiare, modificare, distribuire, concedere in sublicenza e vendere. Lo abbiamo scaricato e confrontato con il testo ufficiale della MIT License: corrisponde, parola per parola.

I pesi sono nominati, non solo il codice

Una licenza permissiva sul codice non dice nulla, da sola, sui pesi: è il punto su cui inciampano molti inventari. Qui il README.md chiude la questione: «This repository and the model weights are licensed under the MIT License» (traduzione nostra: questo repository e i pesi del modello sono concessi in licenza MIT). Non il codice, non gli script: i pesi sono nominati.

Abbiamo poi cercato, nel testo del README, le espressioni che negli ultimi giorni abbiamo trovato altrove — usage policy, acceptable use, restrict, prohibit, shall not, must not, commercial use — e non compaiono. Fra i 92 file del repository, gli unici documenti di quel genere sono quattro: LICENSE, README.md, encoding/README.md e inference/README.md. Nessun USAGE_POLICY.md, nessun allegato con restrizioni, nessun secondo file accanto ai pesi.

Un dettaglio d’archivio, non una tesi

Un’osservazione da riportare per quello che è: l’intestazione reca «Copyright (c) 2023 DeepSeek» su un repository creato nel 2026 — il file è riusato da una release precedente. Non cambia la portata di ciò che concede, ma chi archivia queste prove deve sapere che porta una data diversa da quella del modello.

Quello che il modello dice di sé

Il README lo descrive come la release ufficiale che sostituisce la preview, costruita sulla struttura di DeepSeek-V4-Pro (Preview) con un modulo di decodifica speculativa DSpark annesso. Documenta tre livelli di reasoning_effortlow, high, max — e per gli ultimi due raccomanda un output massimo di 384K token. Il comando di esempio per servire il modello con vLLM gira «on a single 4×GB300 node»: quattro acceleratori su un solo nodo. Per l’esecuzione locale rimanda alla cartella inference/; non esiste un template di chat Jinja. Il Technical Report è a arxiv.org/abs/2606.19348. Non riportiamo i benchmark che pure compaiono in tabella: non li abbiamo verificati.

Una policy, ma altrove — e non su questo

DeepSeek pubblica termini d’uso per i propri servizi: i «DeepSeek Terms of Use», ospitati su cdn.deepseek.com, definiscono l’oggetto così: «DeepSeek’s products and services include those provided to you through websites, applications […], software development kits (SDKs) […], application programming interfaces (APIs)» (traduzione nostra: i prodotti e servizi DeepSeek comprendono quelli forniti tramite siti web, applicazioni, SDK e API). Il documento non nomina mai i repository su Hugging Face. Nomina però i pesi, e va detto con precisione perché è il genere di dettaglio che di solito troviamo negli altri: alla clausola 6.1, sulla proprietà intellettuale, si legge che DeepSeek «holds all rights within the scope permitted by laws and regulations in this service (including but not limited to software, technology, programs, code, model weights and parameters, user interfaces, web pages, text, graphics, layout designs, trademarks, electronic documents, etc.)» (traduzione nostra: detiene tutti i diritti, nei limiti consentiti dalla legge, in questo servizio, compresi software, tecnologia, programmi, codice, pesi e parametri del modello). I pesi ci sono, dunque — ma dentro una clausola che delimita il proprio oggetto a «this service». Non affermiamo che quei termini siano irrilevanti per chi scarica il modello: è una domanda per un legale, non per questo articolo. Osserviamo che il documento definisce sé stesso sui servizi erogati da DeepSeek, e che i pesi pubblicati su Hugging Face portano accanto una licenza MIT che li nomina espressamente.

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Il problema che risolviamo, ed è lo stesso di sempre

Il punto non è che questa licenza sia pulita: è che nessuno può saperlo guardando l’etichetta. Bisogna aprire LICENSE, verificare che nomini i pesi e non solo il codice, contare i file, cercare un secondo documento con un altro nome. Nelle ultime settimane, sugli stessi scaffali, abbiamo trovato l’esatto contrario: una Apache 2.0 con accanto una usage policy che vieta difesa e sanità, una licenza che esclude l’Unione europea, pesi senza alcuna licenza allegata, una soglia di ricavi oltre la quale la licenza aperta smette di valere. Quasi nessuna organizzazione tiene un registro di che cosa può fare, oggi, con i modelli in produzione: chi ha scaricato un modello sei mesi fa non sa se la licenza sia cambiata, non ha conservato il file nella versione scaricata, non sa se accanto ai pesi comparisse una policy, e non può dimostrarlo a un’ispezione o a un cliente in gara.

Quello che una licenza pulita non risolve

Una MIT genuina risolve un problema — il diritto di usare, modificare e ridistribuire — e ne lascia aperti altri, che qui non abbiamo verificato e su cui non affermiamo nulla: dove girano questi pesi, su quale hardware e con quale formato numerico in produzione; chi risponde della provenienza dei dati con cui il modello è stato addestrato; quali vincoli valgano per un ente pubblico o per la difesa a prescindere dalla licenza software. Sono domande distinte da quella sulla licenza, e vanno tenute distinte.

Quello che non sappiamo

Non abbiamo valutato la qualità del modello e non riportiamo benchmark: non li abbiamo verificati. Non sappiamo se la licenza resterà questa: una licenza si verifica alla data in cui si scarica, ed è il motivo per cui va archiviata insieme ai pesi, non richiamata a memoria mesi dopo. Non abbiamo verificato vincoli di controllo delle esportazioni, di procurement pubblico o di sicurezza nazionale applicabili a questo modello, e non ne affermiamo né l’esistenza né l’assenza. Non sappiamo se i termini di servizio di DeepSeek vincolino, in qualche forma, chi ridistribuisce output ottenuti da pesi scaricati: non è una domanda a cui un repository possa rispondere.

I due assi, applicati a questo caso

Adempiere: il registro dei modelli in produzione diventa un controllo che gira sui sistemi del cliente — per ciascun modello, quale versione, scaricata quando e da dove, con quale licenza archiviata nel testo del giorno del download, con quali file accanto, chi lo ha approvato e per quali usi. Con la traccia datata da esibire a un’ispezione, a un cliente in gara o a un consiglio di amministrazione.

Decidere: lo stesso impianto tiene insieme modelli, dati, contratti, archivi e documenti in un modello operativo unico, su cui agenti AI eseguono decisioni con un operatore al comando, per grandi imprese, difesa, pubblica amministrazione e sanità. Una licenza permissiva sui pesi come questa è ciò che rende possibile far crescere la competenza dentro il perimetro del cliente — affinare, adattare, integrare il modello sui propri dati — invece di versarla in un modello di terzi che il cliente non possiede, non ispeziona e non può portare altrove. Consegniamo sempre in due modalità: on-premise, su macchine autonome che non richiedono integrazione profonda nella rete del cliente, oppure cloud dedicato con VPN dedicata e data center in Italia; sempre con gestione condivisa.

Dalla prima sessione, senza costi, esce il registro datato dei modelli che avete in esercizio: per ciascuno, versione, provenienza, licenza archiviata e usi approvati — comprese le caselle che restano vuote. Resta a voi anche se non proseguiamo insieme.

Fonti