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Quanto costa un’AI in azienda: pagarla a consumo o tenerla in casa? Il conto su tre anni

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Se dovete decidere quanto spendere per l’intelligenza artificiale, avete davanti due prezzi che non si confrontano: un servizio a consumo che si paga in dollari per milione di token, i pezzi di parola che il modello legge e scrive, e una macchina in casa che costa una cifra sola, subito. Su tre anni il conto può venire in tutti e due i sensi: dipende da quanto lavoro fate fare all’AI, e da alcune voci che il listino non mostra.

Il listino a consumo

Si paga quello che il modello legge e quello che scrive, a prezzi diversi. Al 28 ottobre 2026 i modelli di punta di due dei fornitori più noti costano uguale: Claude Fable 5.1 di Anthropic e gpt-6-astra di OpenAI, 10 dollari per milione di token letti e 50 per milione di token scritti. Un gradino sotto, Claude Opus 5.5 costa 4 e 20 dollari. Scrivere costa cinque volte leggere: relazioni, traduzioni e bozze pesano più di un lavoro che legge molto e risponde in breve.

Ci sono anche sconti: Anthropic fa metà prezzo ai lavori non urgenti mandati in blocco, «with a 50 percent discount on both input and output tokens».

Tre voci che il listino non mostra

Quanti token fa il vostro testo. Lo stesso documento non fa lo stesso numero di token con tutti i modelli. Anthropic scrive che dai modelli Claude 4.7 in poi il testo viene spezzato in un modo nuovo, che «produces approximately 30% more tokens for the same text», produce circa il 30% di token in più per lo stesso testo. Dove il prezzo a token è rimasto uguale, il conto sale. L’unico numero affidabile è quello contato sui vostri documenti, con lo strumento del fornitore.

Dove passano i documenti. Di base la richiesta può essere lavorata in qualunque area: l’API di Anthropic «is global by default». Scegliere l’area costa di più (con Anthropic, oggi, solo gli Stati Uniti). OpenAI lo scrive così: «Regional processing (data residency) endpoints are charged a 10% uplift for models released on or after March 5, 2026». Un 10% in più per sapere in quale area passano i documenti, che restano comunque su macchine di altri.

Il prezzo fra tre anni. Nello stesso listino di Anthropic, Claude Opus 4 e 4.1, ritirati, costavano 15 dollari per milione di token letti e 75 per milione di token scritti; Opus 5.5 ne costa 4 e 20. Il prezzo a consumo cambia, e finora è sceso. Ma cambia anche il modello: quello su cui avete misurato il vostro lavoro, fra tre anni potrebbe non esserci più, e il successore va misurato di nuovo.

Che cosa costa in casa

In casa il costo è quasi tutto fisso: la macchina, da dividere sui tre anni, la corrente, lo spazio, una persona che la tiene aggiornata. Il modello a pesi aperti non si paga a token, ma ha una licenza da leggere prima, come abbiamo spiegato in che cosa sono i modelli a pesi aperti. La centesima domanda costa come la prima, finché la macchina non è piena: ogni macchina ha un tetto di richieste insieme, e il tetto si calcola.

La corrente: la nostra misura

Sotto carico pieno, le due schede NVIDIA RTX PRO 6000 di una nostra workstation lavorano a 300 W ciascuna, il loro tetto, a 84-88 °C e senza rallentare per il calore (misura del 14 ottobre 2026). Accese a pieno carico giorno e notte per un anno sono 0,6 kW per 8.760 ore: 5.256 kWh. Al prezzo medio pagato nel primo semestre 2026 dalle utenze non domestiche italiane che consumano fra 20 e 499 MWh l’anno, 0,2575 euro al kWh senza IVA e imposte recuperabili secondo Eurostat, fanno circa 1.350 euro l’anno. La macchina intera consuma di più: è un numero da chiedere, misurato, a chi ve la propone. La stessa workstation regge circa 8 sessioni di lavoro lunghe insieme: è il tetto, più della corrente, a decidere quante macchine servono.

Il conto su tre anni

  • A consumo: i token letti in un mese per il loro prezzo, più i token scritti per il loro prezzo, per 36 mesi; più il 10% se volete i dati in un’area precisa; più o meno quello che faranno i prezzi.
  • In casa: la macchina, più 36 mesi di corrente, spazio e gestione.

Il numero che decide è quanti token al mese. Per esempio, un milione di token letti e duecentomila scritti costano 20 dollari con un modello di punta (10 per leggere, 10 per scrivere) e 8 con Opus 5.5. Moltiplicate per i milioni di token del vostro mese e per 36, e confrontate con il preventivo della macchina. Con un uso saltuario il consumo parte avvantaggiato: si paga solo quello che si usa. Con un lavoro che si ripete ogni giorno su molti documenti, il costo in casa resta fermo mentre il volume cresce.

Quello che il conto non dice

In casa i documenti non escono, e il modello lo potete rifinire sul vostro lavoro: un modello a pesi aperti, addestrato sui vostri documenti e sul vostro lavoro, su quel lavoro fa meglio dei grandi modelli generalisti (ne abbiamo scritto qui). A consumo, in cambio, non avete una macchina da gestire e avete subito l’ultimo modello: per i lavori larghi e vari è un vantaggio vero.

Che cosa fare questo mese

  1. Scegliete un lavoro che si ripete e contate i token di un mese vero, letti e scritti, su un campione dei vostri documenti.
  2. Chiedete al fornitore a consumo il prezzo con i dati in un’area precisa, e che cosa succede in tre anni al prezzo e al modello.
  3. Chiedete il preventivo della macchina dimensionato sulle richieste nell’ora di punta, con il consumo misurato a pieno carico.
  4. Mettete nel conto la persona che la gestisce.

Se volete fare questo conto su un vostro lavoro, il passo è uno: scriveteci che lavoro è e su quanti documenti.

Scritto con l’aiuto dell’AI e verificato da CSIDIA.

Fonti