In che zona sismica è il vostro stabilimento?
La legge di bilancio 2024 obbliga le imprese ad assicurarsi contro sismi, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni, e il premio va determinato in misura proporzionale al rischio. Qui trovate il primo dei tre dati, quello che l’assicuratore cita per primo: la zona sismica del comune.
La scala va da 1, la più severa, a 4, la meno severa.
Il territorio di questo comune ricade in zone base diverse: la fonte non gli assegna un valore unico, e non lo assegniamo noi. Per un sito specifico serve la classificazione puntuale, che questo dato non contiene.
Accelerazione al suolo, per punto
La zona sismica è amministrativa e vale per l’intero comune: Milano e Torino stanno nella stessa. Il parametro che distingue davvero due siti è l’accelerazione orizzontale massima del terreno, che le Norme Tecniche definiscono punto per punto su un reticolo nazionale di 10.751 nodi. Incollate le coordinate del sito: qui sotto trovate la maglia di quattro nodi che lo contiene, quanto pesa ciascuno e il valore nel punto, calcolato con la formula del decreto.
Cercate prima un comune qui sopra: la mappa si apre sulla sua provincia, con i confini di tutti i comuni, così vedete dove state indicando invece di andare a caso.
Coordinate non riconosciute. Attese due cifre decimali separate da virgola o spazio, per esempio 45.4642, 9.1900.
Per questo punto la griglia non ha nodi entro venti chilometri, e non mostriamo valori presi da lontano. La griglia delle Norme Tecniche non copre la Sardegna: tutti i suoi 377 comuni sono in zona 4, l’unica regione italiana interamente in zona 4. Fuori dalla Sardegna, un punto senza nodi vicini è quasi sempre in mare.
Valore nel punto
Per questo punto il reticolo non ha una maglia completa: succede appena fuori costa. Mostriamo i nodi più vicini ma non la media pesata, perché la formula dell’Allegato A vale sui quattro vertici di una maglia, non su quattro nodi qualsiasi.
Dove cade nel campo nazionale, a TR 475
La maglia e il vostro punto
Quanto pesa ciascun vertice
I quattro vertici della maglia che contiene il punto
| nodo | distanza | peso | TR 50 | TR 475 | TR 975 |
|---|
I valori sono in metri al secondo quadrato, come li pubblica la fonte, che le unità non le dichiara; accanto riportiamo la conversione in g. Il massimo nazionale a TR 475 è 2,78 m/s², pari a 0,284 g; a TR 975 si arriva a 4,03 m/s², cioè 0,411 g.
I tre periodi di ritorno non sono scenari scelti a caso: per un edificio ordinario, con periodo di riferimento di 50 anni, sono le tre verifiche che le Norme Tecniche chiedono. Il legame è la formula 3.2.0 del decreto, TR = −VR / ln(1 − PVR), applicata alle probabilità della tabella 3.2.I.
- TR 50 anni — 63 probabilità su 100 di essere superato in 50 anni. È lo stato limite di danno: dopo quella scossa l’edificio deve restare utilizzabile.
- TR 475 anni — 10 su 100 in 50 anni. È lo stato limite di salvaguardia della vita, quello che dimensiona la struttura. È la colonna da guardare per prima.
- TR 975 anni — 5 su 100 in 50 anni. È lo stato limite di collasso.
- Come si passa dai nodi al punto lo dice l’Allegato A al decreto 14 gennaio 2008, a cui le Norme Tecniche del 2018 rimandano: per un punto «non ricadente nei nodi del reticolo di riferimento» i valori «possono essere calcolati come media pesata dei valori assunti da tali parametri nei quattro vertici della maglia elementare del reticolo di riferimento contenente il punto in esame, utilizzando come pesi gli inversi delle distanze tra il punto in questione ed i quattro vertici». È la formula [3] del decreto, ed è quella applicata qui. Attenzione a una confusione facile: sono i quattro vertici della maglia, non i quattro nodi più vicini — spesso non coincidono.
- Quello calcolato è il valore della pericolosità sismica di base, riferito a suolo rigido con superficie topografica orizzontale (categoria A). L’azione sismica di progetto richiede in più la categoria di sottosuolo, le condizioni topografiche e la vita nominale dell’opera: resta lavoro di un progettista.
- Le coordinate della griglia sono nel datum ED50, quelle delle mappe di uso comune in WGS84: fra i due c’è uno scarto di circa cento metri, ininfluente per l’ordine di grandezza e rilevante per un calcolo di progetto.
- Il reticolo non ha nodi sulla Sardegna e sulle isole minori perché per loro il decreto prevede un’altra regola: «Per tutte le isole, con l’esclusione della Sicilia, Ischia, Procida, Capri gli spettri di risposta sono definiti in base a valori di ag, FO, TC* uniformi su tutto il territorio di ciascuna isola». Quei valori uniformi non stanno nel reticolo e non sono nel file che pubblichiamo.
La griglia dei parametri spettrali sul portale del Ministero
Indicate il punto
La mappa mostra i comuni della provincia intorno a quello che avete cercato, che è quello in evidenza. I quadratini sono i nodi della griglia ufficiale. Toccate dove si trova il sito, poi rifinite le coordinate nel campo se serve.
Confini amministrativi ISTAT, versione generalizzata al 1° gennaio 2021: servono a orientarsi, non a delimitare proprietà.
Punto indicato—
A questa scala un pixel vale da poche decine a qualche centinaio di metri, e un polpastrello ne copre parecchi: usate la mappa per avvicinarvi e poi correggete le coordinate nel campo, dove la precisione è quella che scrivete.
Gli altri due pericoli non ci sono ancora
La legge ne nomina cinque, che sono tre famiglie: sismico, alluvionale e da frana. Qui trovate solo il sismico, e non per scelta editoriale: per alluvione e frana non esiste una fonte nazionale interrogabile per punto. L’API di ISPRA si ferma al comune e i poligoni vanno presi dalle sette autorità di distretto, con scale, classi e date diverse. Cucirle senza portarsi dietro la provenienza darebbe un dato meno preciso delle fonti da cui viene, e preferiamo non pubblicarlo finché non lo è.
Quello che questo dato non è
- È il dato amministrativo, quello che l’assicuratore cita: vale per l’intero comune e non distingue due stabilimenti a chilometri di distanza. Non è la pericolosità sismica di sito, che è un’altra grandezza e si misura con l’accelerazione al suolo.
- Non è consulenza assicurativa: non dice se una polizza sia adeguata, non stima un premio equo e non raccomanda un contratto.
- Non è una perizia: non dice nulla sullo stato dell’immobile, sulla sua vulnerabilità strutturale o sul danno atteso.
- Non assolve l’obbligo di assicurazione: quello lo assolve solo la polizza.
Fonte
Dipartimento della Protezione Civile, classificazione sismica dei comuni italiani, aggiornamento dichiarato maggio 2025. Il campo «valore pubblicato dalla fonte» riporta la stringa originale senza alterazioni, sottozone regionali comprese.
La classificazione sismica sul sito della Protezione Civile · Scarica il dato normalizzato (JSON) · I confini amministrativi dei comuni, su Istat
Strumento informativo, non un parere legale né una valutazione di conformità. I riferimenti sono quelli citati voce per voce; il testo che vale è quello ufficiale.
Il primo passo
Operativi dalla prima settimana.
Un caso d’uso reale, sui vostri dati, in produzione. Poi si cresce, settimana dopo settimana.
Si parte da una sessione con un nostro esperto di engagement. I dati restano vostri, sempre.