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Anthropic e il Pentagono: bandita per contratto, usata per necessità

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Antenna radar militare mimetica ripresa dal basso contro un cielo azzurro terso
Un fornitore può essere bandito su carta e restare sotto osservazione nella pratica.

Il 9 luglio 2026 l’Air Force Research Laboratory invia ai propri contractor un memo con un ordine preciso: eliminare ogni prodotto e servizio Anthropic entro il 1° settembre, con un inventario da consegnare entro il 1° agosto. È l’ultimo capitolo di una vicenda che avevamo raccontato ad aprile, quando un giudice federale aveva bloccato in via cautelare il bando imposto dal Pentagono. Da allora sono successe tre cose che chiunque compri tecnologia critica dovrebbe osservare con attenzione: un tribunale d’appello ha lasciato in vigore la designazione specifica della Difesa, il Congresso ha iniziato a limitare i poteri usati per imporla, e l’intelligence americana continua — a modo suo — a valutare il software della stessa azienda che l’amministrazione sta espellendo.

I fatti, in ordine

  • 26 febbraio 2026: il CEO Dario Amodei dichiara che Anthropic non rinuncerà a due limiti d’uso non negoziabili: niente sorveglianza di massa sui cittadini americani, niente armi pienamente autonome, perché «i sistemi AI di frontiera non sono ancora abbastanza affidabili per alimentare armi pienamente autonome».
  • 3 marzo 2026: il Dipartimento della Difesa (ribattezzato Department of War nel 2025) designa formalmente Anthropic «rischio per la catena di approvvigionamento» ai sensi della normativa FASCSA; il segretario Pete Hegseth dispone che «nessun appaltatore, fornitore o partner che lavora con il Pentagono potrà intrattenere alcuna attività commerciale con l’azienda».
  • 9 marzo 2026: Anthropic avvia due cause federali parallele — nel Distretto Nord della California e davanti alla Corte d’Appello del D.C. Circuit — definendo l’azione «senza precedenti e illegittima».
  • 26 marzo 2026: la giudice Rita Lin (N.D. Cal.) concede un’ingiunzione preliminare contro la direttiva presidenziale che imponeva a tutte le agenzie federali di tagliare i rapporti con Anthropic.
  • 8 aprile 2026: la Corte d’Appello del D.C. Circuit nega invece ad Anthropic la sospensione della designazione specifica della Difesa: quel binario legale resta attivo, mentre la direttiva generale resta bloccata. Ai giudici del panel, tra cui Karen LeCraft Henderson, l’udienza di maggio appare divisa nel merito.
  • 19 aprile 2026: Axios rivela che la NSA sta valutando Mythos, il nuovo modello di cybersicurezza di Anthropic capace di individuare vulnerabilità decennali in browser e infrastrutture software, nonostante il blacklist in vigore.
  • 1° maggio 2026: il sottosegretario alla Difesa Emil Michael conferma che «con Anthropic, sono un rischio per la catena di approvvigionamento» e che «mai più saremo dipendenti da un solo modello» — ma definisce l’uso di Mythos mera valutazione tecnica, la stessa che «NSA e Commerce fanno su tutti i modelli di frontiera, compresi quelli cinesi», non un impiego operativo.
  • 8 luglio 2026: la bozza del Senato per il National Defense Authorization Act 2027 introduce una norma per limitare i poteri discrezionali del segretario alla Difesa nel designare rischi di catena di approvvigionamento — la prima reazione legislativa alla vicenda.
  • 9-10 luglio 2026: il memo dell’Air Force Research Laboratory fissa al 1° settembre la scadenza per i propri contractor, anticipando di quattro settimane il termine generale del Dipartimento (29 settembre) e quello originario di Hegseth (27 agosto).

Sui fatti nessuno contesta nulla: la designazione è stata notificata, impugnata, sospesa per le agenzie civili e lasciata attiva per la Difesa da due tribunali diversi. Il nodo è un altro: mentre i contractor ricevono l’ordine di disfarsene entro settembre, gli uffici tecnici dello stesso governo continuano a guardare da vicino cosa quel fornitore sa fare.

Lezione n. 1: «rischio per la catena di approvvigionamento» non è un verdetto tecnico, è uno stato provvisorio

La designazione contro Anthropic non nasce da un difetto del prodotto: nasce da un disaccordo contrattuale sui limiti d’uso. Vale per qualunque impresa: un fornitore può essere bloccato, sospeso da un giudice e bloccato di nuovo su un binario diverso, nello stesso trimestre. Trattare questi stati come un interruttore acceso/spento è un errore di analisi del rischio. Prima di dipendere da un fornitore strategico — o di escluderne uno per decisione improvvisa — serve una mappa degli stati realmente in vigore, non un titolo di giornale. È il principio che applichiamo quando costruiamo un’architettura dati e AI: la resilienza si misura sugli stati intermedi, non sullo scenario migliore o peggiore.

Lezione n. 2: la sostituibilità dichiarata si scontra con le capacità che non hanno ancora un sostituto

Emil Michael promette che il Pentagono «mai più» dipenderà da un solo modello. Nello stesso mese in cui lo dichiara, la sua stessa agenzia valuta il modello dell’azienda che sta espellendo, perché quella capacità specifica di individuare vulnerabilità non ha ancora un’alternativa pronta all’uso. La lezione per chi acquista tecnologia critica non è «diversificate sempre», è più stringente: prima di bandire o di dipendere da un fornitore, verificate quali capacità sono davvero sostituibili subito e quali richiederebbero mesi di transizione — e pianificate la continuità proprio su queste ultime, non sul principio generale. È il lavoro che dovrebbe precedere ogni scelta tecnologica in un ente pubblico o in un’infrastruttura critica: sapere, prima della crisi, cosa si può sostituire in un weekend e cosa no.

Lezione n. 3: le regole possono cambiare mentre la partita è in corso — e i rimedi arrivano tardi

Il Congresso interviene ora, con l’NDAA 2027, per limitare un potere che il Pentagono usa già da marzo. Tra la designazione e la prima risposta legislativa sono passati oltre quattro mesi; tra la designazione e una sentenza di merito ne passeranno probabilmente altri. Per un’azienda o un ente che dipende da una decisione discrezionale di un singolo ufficio pubblico — italiano, europeo o americano — il canale di rimedio esiste, ma richiede tempo che il business non ha. Quel tempo non si copre aspettando l’esito di una causa: si copre prima, con dati portabili e un’architettura sostituibile — la logica su cui si fonda il nostro approccio alla sovranità tecnologica, valida per chi opera nella difesa come in qualunque altro settore regolato.

Cosa fare

  1. Mappate gli stati intermedi di ogni fornitore critico — sospeso, in appello, vietato per un uso ma non per un altro — invece di trattarli come banditi o autorizzati in blocco.
  2. Distinguete le capacità realmente sostituibili da quelle che non lo sono ancora, e concentrate il piano di continuità su queste ultime.
  3. Inserite nei contratti l’obbligo di notifica tempestiva di designazioni o contenziosi regolatori che riguardano il fornitore, non solo delle modifiche al prodotto.
  4. Costruite l’architettura per la sostituibilità, non per la fiducia: dati portabili, componenti intercambiabili, controllo umano contrattualizzato, indipendentemente da chi vince la causa.

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Fonti