Clearview contro l’Europa: le multe da cento milioni che nessuno riscuote
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C’è un’azienda americana che cinque autorità europee per la protezione dei dati hanno sanzionato per un totale che supera i cento milioni di euro. Non risulta che ne abbia pagato uno. Clearview AI ha costruito un database di riconoscimento facciale raccogliendo miliardi di fotografie dal web — social network, siti di notizie, pagine pubbliche — e trasformando ogni volto in un’impronta biometrica ricercabile. Lo vende a forze dell’ordine e agenzie governative, quasi tutte fuori dall’Unione. E proprio qui sta il punto: senza una sede, un cliente o un bene in Europa, le sanzioni europee si sono rivelate — finora — carta. Il caso è la migliore lezione disponibile su tre temi che riguardano chiunque adotti tecnologia: il volto come dato, i limiti pratici dell’enforcement, le pratiche vietate dell’AI Act.
I fatti, in ordine
- Il database: oltre 30 miliardi di foto secondo l’autorità olandese nel 2024; negli atti della causa americana del 2025 si parla di oltre 60 miliardi. Le immagini sono raccolte automaticamente dal web e convertite in codici biometrici univoci, interrogabili caricando la foto di un volto.
- Italia: con provvedimento del 10 febbraio 2022 il Garante ha inflitto 20 milioni di euro, ordinato la cancellazione dei dati delle persone in Italia, vietato ulteriori raccolte e imposto la designazione di un rappresentante in UE.
- Regno Unito: multa ICO da 7,5 milioni di sterline nel maggio 2022; annullata nel 2023 dal First-tier Tribunal per difetto di giurisdizione; il 7 ottobre 2025 l’Upper Tribunal ha ribaltato la decisione dando ragione all’ICO. A dicembre 2025 Clearview ha ottenuto il permesso di ricorrere in Court of Appeal: la partita è ancora aperta.
- Grecia e Francia: 20 milioni ciascuna nel 2022; la CNIL ha aggiunto nell’aprile 2023 una penalità di mora da 5,2 milioni per mancata ottemperanza all’ordine di cancellazione.
- Paesi Bassi: la sanzione più alta, 30,5 milioni di euro nel settembre 2024, più penalità fino a 5,1 milioni. L’autorità ha dichiarato di valutare la responsabilità personale dei dirigenti, e nel 2025 l’organizzazione noyb ha depositato una denuncia penale contro l’azienda e i suoi vertici.
- La posizione dell’azienda: Clearview sostiene di non avere sede, clienti né attività nell’Unione e di non essere quindi soggetta al GDPR; ha definito la decisione olandese «illegittima, priva di giusto processo e ineseguibile». Rivendica di trattare solo immagini pubblicamente accessibili e di aiutare le indagini su reati gravi.
- Negli Stati Uniti: nel marzo 2025 un giudice federale ha approvato la transazione della class action Illinois (legge BIPA): alla classe va il 23% del capitale della società, circa 51,75 milioni di dollari — soluzione contestata da 22 procuratori generali. Già nel 2022 l’accordo con l’ACLU aveva precluso la vendita alla gran parte dei privati americani.
Lezione n. 1: il volto è un dato — e non si può revocare
Una password compromessa si cambia. Un volto no. La biometria è la categoria di dati più critica che esista, e il GDPR la tratta come tale: dato particolare, trattamento vietato salvo eccezioni strette. Il caso Clearview mostra che il volto pubblicato in rete — la foto del profilo, la premiazione aziendale, l’articolo di giornale — è diventato materia prima industriale all’insaputa degli interessati. Per chi compra tecnologia la conseguenza è diretta: se un fornitore tratta i volti dei vostri dipendenti o clienti, la liceità della raccolta è un problema vostro, non solo suo. Un modello addestrato su dati di provenienza illecita contamina la catena di chi lo usa: la due diligence di conformità sui fornitori AI non è burocrazia, è gestione del rischio.
Lezione n. 2: una multa non riscossa non è una deterrenza
Cinque autorità, cento milioni, zero incassi. Il GDPR ha una portata extraterritoriale sulla carta, ma l’esecuzione forzata verso una società senza stabilimento UE si scontra con un fatto semplice: gli Stati Uniti, come molti Paesi, non riconoscono le sanzioni amministrative straniere. Le autorità lo sanno — quella greca ha ammesso di aver scelto il massimo edittale per il valore simbolico. La lezione per chi adotta tecnologia taglia in due direzioni. Primo: non potete delegare al regolatore la vostra protezione — se il fornitore è fuori giurisdizione, le uniche tutele che funzionano sono contrattuali e architetturali: dove stanno i dati, quale foro, quale presenza legale aggredibile. Secondo: per un ente pubblico che usasse strumenti simili, il rischio non evapora con il fornitore — resta in capo a chi li impiega, come le amministrazioni che in diversi Paesi hanno dovuto rispondere dell’uso di Clearview da parte dei propri agenti.
Lezione n. 3: l’AI Act ha già tracciato la linea
Dal 2 febbraio 2025 l’articolo 5 dell’AI Act vieta espressamente lo scraping non mirato di immagini facciali da internet o da telecamere per costruire o ampliare database di riconoscimento facciale. È una pratica vietata: la sanzione arriva al 7% del fatturato mondiale, e la responsabilità copre anche il deployer — chi usa, non solo chi costruisce. In Europa il modello Clearview è quindi fuori legge per definizione, qualunque esito abbiano i ricorsi GDPR. Chi progetta sistemi AI operativi su dati sensibili deve partire da qui: prima la mappa delle pratiche vietate e dei presidi di controllo umano, poi la tecnologia.
Cosa fare
- Censite ogni trattamento biometrico, anche indiretto: controllo accessi, videosorveglianza «intelligente», strumenti dei fornitori.
- Chiedete per iscritto la provenienza dei dati di addestramento a ogni fornitore di riconoscimento o AI: dichiarazioni contrattuali, non rassicurazioni.
- Verificate stabilimento UE e foro competente: senza una presenza aggredibile, anche i vostri rimedi contrattuali valgono quanto le multe non riscosse.
- Incrociate il progetto con l’articolo 5 dell’AI Act prima di firmare: la biometria è il terreno con più pratiche vietate.
- Documentate base giuridica e controllo umano per ogni uso in ambito sicurezza: è ciò che un’autorità chiederà per primo.
Trattate dati biometrici o state valutando un fornitore che li tratta? Mezz’ora con un nostro esperto per capire dove siete esposti.
Fonti
- Garante per la protezione dei dati personali — Riconoscimento facciale: sanzione da 20 milioni a Clearview AI (provvedimento del 10 febbraio 2022)
- Autoriteit Persoonsgegevens — Dutch DPA imposes a fine on Clearview because of illegal data collection for facial recognition (settembre 2024)
- ICO — UK Upper Tribunal hands down judgment on Clearview AI Inc (ottobre 2025)