Crittografia post-quantistica: la vera scadenza è fine 2026, non il 2030
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Il 23 giugno 2025 il NIS Cooperation Group — il tavolo tecnico che riunisce le autorità cyber degli Stati membri, con il supporto di ENISA e della Commissione — ha pubblicato la roadmap che dà attuazione alla raccomandazione UE 2024/1101 sulla transizione alla crittografia post-quantistica. Tre scadenze, non una: fine 2026, fine 2030, fine 2035. La prima sembra lontana finché non si guarda il calendario: mancano cinque mesi. E non riguarda solo i governi. Chi opera in settori coperti da NIS2, DORA o Cyber Resilience Act sta scoprendo che «post-quantum» non è più un tema da laboratorio di ricerca: è una riga nei prossimi audit di conformità.
Il rischio è già oggi, non nel giorno del computer quantistico
Il punto che spiazza chi sente parlare per la prima volta di questo tema: non serve un computer quantistico funzionante perché il rischio esista. Basta che qualcuno intercetti e conservi oggi il traffico cifrato, per decifrarlo domani quando la capacità di calcolo sarà sufficiente. ACN, l’agenzia italiana per la cybersicurezza nazionale, la chiama «store now, decrypt later»: raccogliere ora, decifrare poi. Per dati con vita utile breve — una transazione, una sessione web — il rischio è contenuto. Per dati sanitari, contratti pluriennali, proprietà intellettuale, comunicazioni della difesa e delle infrastrutture critiche, la vita utile si misura in decenni. Sono esattamente i dati che un avversario ha convenienza a conservare adesso.
Le tre tappe della roadmap europea
La Commissione ha delineato il percorso con la raccomandazione dell’11 aprile 2024; il NIS Cooperation Group lo ha reso operativo un anno dopo, con tempi precisi:
- Entro il 31 dicembre 2026: ogni Stato membro deve avere una roadmap nazionale di transizione, con obiettivi e tempi, e deve aver avviato l’inventario dei propri asset crittografici sui casi d’uso a rischio medio e alto.
- Entro il 31 dicembre 2030: transizione completata per i casi d’uso ad alto rischio — infrastrutture critiche in testa — e pianificazione conclusa per quelli a rischio medio.
- Entro il 31 dicembre 2035: transizione conclusa, per quanto tecnicamente possibile, anche per i casi a rischio più basso.
È una raccomandazione, non un regolamento: nessuna sanzione diretta lega il mancato rispetto di queste date. Ma la sostanza cambia quando si incrocia con le normative che già impongono obblighi vincolanti: la gestione del rischio ICT di NIS2, i test di resilienza di DORA, i requisiti di sicurezza by design del Cyber Resilience Act. In tutte e tre, «gestire il rischio crittografico» rientra nel perimetro — e un algoritmo che un’agenzia europea dichiara a scadenza nota diventa, prima o poi, un rischio da documentare in quei processi.
Cosa chiede davvero l’adempimento 2026
Non è un adempimento cartaceo. Le indicazioni del NIS Cooperation Group chiedono, in concreto:
- un inventario degli algoritmi crittografici in uso — dove si usano RSA, ECC, Diffie-Hellman, e su quali sistemi;
- una mappa delle dipendenze di filiera: firmware, librerie di terze parti, dispositivi che non si possono aggiornare senza il fornitore;
- l’adozione del principio di crypto-agilità: sistemi progettati per cambiare algoritmo senza riscrivere l’applicazione, perché gli standard post-quantum (gli schemi NIST FIPS 203, 204 e 205) sono già pubblicati ma continueranno a evolvere;
- il coinvolgimento delle parti interessate lungo la catena di fornitura, non solo del reparto sicurezza interno.
È lo stesso lavoro di visibilità che NIS2 già impone ai settori critici e che il Cyber Resilience Act chiede ai fabbricanti di prodotti connessi: sapere cosa gira dentro i propri sistemi, prima di dover intervenire sotto scadenza.
L’Italia si muove: le linee guida ACN
ACN partecipa al NIS Cooperation Group e ha pubblicato più volte materiale tecnico sul tema, nell’ambito della misura 22 della Strategia nazionale di cybersicurezza. A giugno 2026 l’agenzia ha aggiornato le proprie linee guida sulle funzioni crittografiche, integrando la versione 2.0 del documento sul TLS con le soluzioni post-quantum e pubblicando nuovi capitoli su cifrari a flusso e firme digitali. Per le organizzazioni italiane — soprattutto quelle che ricadono sotto NIS2 come operatori di settori critici, in energia, sanità o pubblica amministrazione — questi documenti sono il riferimento tecnico più diretto per capire cosa aspettarsi nelle prossime ispezioni.
Chi deve muoversi per primo
Non tutti i settori corrono allo stesso ritmo. Le infrastrutture critiche — energia, telecomunicazioni, trasporti, sanità, difesa — sono classificate a rischio alto e devono guardare al 2030 come scadenza operativa, con l’inventario da avviare già ora. Il settore finanziario, sotto DORA, eredita lo stesso obbligo di gestione del rischio ICT sui propri fornitori tecnologici. I fabbricanti di prodotti connessi, sotto il Cyber Resilience Act, dovranno dimostrare che la crittografia scelta oggi resta difendibile nel ciclo di vita del prodotto — anche di dieci anni.
Cosa fare entro fine 2026
- Fate l’inventario crittografico: quali algoritmi, su quali sistemi, con quale scadenza di vita utile dei dati protetti.
- Classificate per rischio: dati con vita utile lunga (sanitari, difesa, proprietà intellettuale, contratti pluriennali) vanno in cima alla lista.
- Mappate la filiera: firmware, dispositivi non aggiornabili da remoto, librerie di terze parti — sono i punti più lenti da sistemare.
- Chiedete crypto-agilità ai fornitori: sistemi che permettano di sostituire l’algoritmo senza riscrivere l’applicazione.
- Mettete la transizione nel piano di gestione del rischio ICT già richiesto da NIS2 o DORA: è lo stesso registro, non un adempimento parallelo.
La crittografia post-quantistica non è un progetto per il 2030. È un inventario da aprire ora, perché ciò che si cifra oggi con un algoritmo vulnerabile resta leggibile per chi lo intercetta — a tempo debito. È lo stesso principio che applichiamo a ogni prova operativa: prima si mappa cosa c’è, poi si decide cosa cambiare. La conformità normativa funziona con la stessa logica: visibilità prima, adempimento dopo.
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Fonti
- Raccomandazione (UE) 2024/1101 della Commissione, dell’11 aprile 2024 (EUR-Lex)
- Commissione europea — Coordinated Implementation Roadmap for the transition to Post-Quantum Cryptography (NIS Cooperation Group, 23 giugno 2025)
- ACN — Europa unita nell’urgenza della transizione alla crittografia post-quantum