Thales e Destinus: ribaltare il costo di abbattere un drone
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Il 20 luglio 2026 Thales (22,1 miliardi di ricavi nel 2025) ha annunciato da Parigi un accordo di cooperazione con Destinus, azienda di cinque anni che fa intercettori anti-drone ed effettori a lungo raggio. Il comunicato dice che l’accordo è stato firmato «a Eurosatory 2026», fiera chiusa il 19 giugno: fra firma e annuncio è passato più di un mese, senza spiegazioni.
Chi è Destinus
Fondata nel marzo 2021 a Payerne, in Svizzera, da Mikhail Kokorich — fisico di origine russa, già fondatore della società spaziale Momentus — Destinus è passata dagli aerei ipersonici a idrogeno alle armi dopo l’invasione dell’Ucraina, e nel novembre 2024 ha spostato la sede a Hengelo, nei Paesi Bassi, per le regole svizzere sull’export bellico. Dichiara circa 750 persone in quattro Paesi, quasi 400 milioni raccolti; a maggio 2026 ha aperto una pre-quotazione da 200 milioni, verso oltre 5 miliardi di valutazione e la borsa di Amsterdam. Non è il primo grande gruppo a prendersene un pezzo: il 13 aprile 2026 ha annunciato con Rheinmetall la JV Rheinmetall Destinus Strike Systems per missili da crociera e artiglieria razzo — 51% al gruppo tedesco, 49% a Destinus, costituzione nel secondo semestre 2026, subordinata alle autorizzazioni.
Sul fondatore vanno riportate entrambe le versioni. Nel luglio 2021 la SEC ha citato in giudizio Kokorich per dichiarazioni fuorvianti sulla tecnologia di Momentus, sui rischi per la sicurezza nazionale legati alla sua figura e sul proprio status migratorio; il 25 novembre 2024 un tribunale federale Usa ha registrato una sentenza su consenso — 2 milioni di dollari di sanzione e cinque anni di interdizione dai ruoli di amministratore o dirigente di società quotate — senza ammissione né negazione. Sull’altro versante: cittadinanza russa rinunciata nel gennaio 2024 per dissenso da Mosca, sistemi forniti all’Ucraina.
La tecnologia: il conto economico prima della balistica
Il problema che l’Hornet promette di risolvere è economico, non tecnico: un drone d’attacco monouso costa decine di migliaia di euro, il missile che lo abbatte centinaia di migliaia, e chi attacca in massa vince sul registro contabile anche perdendo tutto. La risposta è uno strato intermedio: non un missile, ma un piccolo intercettore ad ala fissa da contenitore. Per l’Hornet Block 1 Destinus dichiara portata «oltre 75 km», carico utile di 1,5 kg, guida radar iniziale e testa di ricerca terminale assistita da AI su sensori elettro-ottici e infrarossi, che ingaggia anche a GPS disturbato.
Quello che non pubblica conta quanto il resto: mancano velocità, autonomia, probabilità d’ingaggio e costo per colpo, e senza costo per colpo l’Hornet che «ribalta l’asimmetria di costo» resta un argomento di vendita. Non esistono dati di prestazione verificati da un ente terzo; esiste una dimostrazione condotta con la Marina spagnola: il lancio di un Hornet Block 1 da un contenitore installato sulla fregata F-81 Santa María, il 18 giugno 2026.
I termini noti dell’accordo: cosa dice il comunicato, cosa no
Il vocabolario va letto alla lettera: le parti hanno «firmato un accordo di cooperazione» e «individuato cinque aree». Sono: sottosistemi chiave forniti da Thales, «per esempio testate militari allineate agli standard NATO»; produzione congiunta dell’Hornet in un sito qualificato per le lavorazioni pirotecniche; interoperabilità con radar e sistemi anti-drone di Thales; effettori a lungo raggio lanciabili da aerei da trasporto tattico; intercettazione da terra per le future architetture NATO di difesa aerea e missilistica integrata. Aree individuate, non ordini: nel testo non compare un solo numero.
Non è pubblico quasi nient’altro: valore, durata, esclusiva, dove sia il sito industriale, se ci sia un cliente di lancio, come sia ripartita la proprietà intellettuale sull’Hornet in comune, se Thales entri nel capitale. Compare una sola dichiarazione, del direttore tecnico di Destinus Tim Moser: «Una difesa aerea a strati funziona solo se i sistemi sono interoperabili per progetto, non come ripensamento», con le decisioni di ingaggio che restano «con l’operatore». E il comunicato dice di «rafforzare la collaborazione»: una collaborazione precedente che nessuna delle due aziende ha mai descritto.
Cosa comporta
Destinus ottiene tre cose che il capitale di rischio non compra: le testate, anello finale della catena e strozzatura europea; un sito qualificato per le lavorazioni pirotecniche; l’integrazione con radar già in servizio in Europa. Il prezzo è di sistema: socio di minoranza in una JV controllata da Rheinmetall e fornitore-partner di Thales, resta da capire quanto sia ancora un’azienda e quanto un portafoglio di quote altrui. Thales ottiene uno strato di effettori rapido ed economico sotto i propri radar senza costruirlo. In Europa chi compra startup della difesa non è più solo americano: sono i campioni nazionali — stessa logica dell’alleanza fra Anduril e Rheinmetall, ridimensionata a un anno dal debutto.
Droni, anti-drone e difesa aerea integrata sono fra i primi cinque progetti comuni di difesa proposti dalla Commissione il 3 luglio 2026: il denaro c’è. Per l’Italia il legame è stretto: Thales è uno dei tre soci di Eurosam, con MBDA Francia e MBDA Italia, il consorzio del SAMP/T NG che l’Esercito ha iniziato a ricevere; lo strato anti-drone assemblato con Destinus sta sotto un sistema che l’Italia già schiera. Ma di aziende italiane qui non ce n’è: chi acquista per la difesa troverà questi prodotti nei capitolati, non nella filiera nazionale.
I rischi sono tre, contrattuali prima che tecnologici. Lock-in sui consumabili: un intercettore è una munizione, e chi integra il lanciatore con un radar si lega per anni al fornitore delle ricariche. Dual-use ed export: la stessa famiglia protegge una base militare e un aeroporto civile, ma il regime cambia — testate e intercettori stanno nella lista comune europea delle attrezzature militari e, in Italia, nella legge 185/1990. Governance del fornitore emergente: sede spostata di Paese, un fondatore colpito da un provvedimento statunitense sui ruoli societari, una quotazione in preparazione; che effetto abbia quell’interdizione ad Amsterdam è domanda per i legali, non per un comunicato stampa.
La lezione operativa
- «Aree di cooperazione individuate» non è un ordine: chiedete unità, tempi, prezzo unitario, penali.
- Sui consumabili il vincolo è la ricarica, non l’acquisto: a capitolato, seconda fonte e portabilità dell’integrazione radar.
- Pretendete la prova indipendente — probabilità d’ingaggio e costo per colpo — non la portata di brochure.
- Verificate la governance del fornitore emergente — assetto societario, giurisdizione della sede, provvedimenti sugli amministratori — con una cadenza di riverifica.
- Sull’AI a bordo, scrivetelo nel contratto: chi decide l’ingaggio, quali log restano, chi ricostruisce la decisione. L’AI Act (regolamento (UE) 2024/1689) non si applica all’uso esclusivamente militare, di difesa o di sicurezza nazionale (articolo 2, paragrafo 3): la garanzia non viene dalla norma.
Un annuncio descrive un’intenzione, un contratto dispone un obbligo, e la differenza la paga chi compra. Per un intercettore come per un sistema di AI serve poter ricostruire come è stata presa una decisione, su un’infrastruttura che si controlla. È il criterio con cui costruiamo ogni architettura pensata per restare verificabile: modelli dedicati e chiusi, sganciati dal web aperto, on-premise dal cliente oppure su cloud dedicato al singolo cliente, con VPN dedicata e data center in Italia, in locali presidiati da noi.
Dovete valutare un fornitore che arriva con «aree di cooperazione» con un grande gruppo, o con una funzione «assistita da AI» senza log? Parliamone in trenta minuti.
Fonti
- Thales — Thales and Destinus enter strategic partnership with a view to advance counter-UAS, long-range strike and integrated air defence solutions (comunicato, Parigi, 20 luglio 2026)
- The Defense Post — Thales, Destinus Partner on Counter-Drone, Long-Range Strike Systems (22 luglio 2026)
- Defence Industry Europe — Thales and Destinus expand partnership on NATO air defence, counter-drone interceptors and long-range strike production (24 luglio 2026)
- Destinus — Rheinmetall and Destinus to form a joint venture for missiles (13 aprile 2026)
- SEC — Litigation Release No. 26180: SEC Obtains Final Judgment Against Former Space Transportation Company CEO (25 novembre 2024)