FedStart di Palantir: la scorciatoia verso il cloud del governo USA
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Il 18 giugno 2026 un’azienda che quasi nessuno conosce fuori dal mondo della cybersecurity ha annunciato di essere entrata in un programma di Palantir Technologies chiamato FedStart. Non è un contratto con un’agenzia federale, non è una vendita: è l’ingresso in un meccanismo che promette di accorciare da anni a mesi il tempo che una piccola azienda tecnologica impiega per ottenere il permesso di vendere al governo americano. Il caso di Oligo Security — startup israeliana di sicurezza informatica — mostra bene come funziona oggi questa nuova porta d’accesso, e perché vale la pena osservarla con attenzione anche da fuori gli Stati Uniti.
Chi è Oligo Security
Fondata nel 2022 a Tel Aviv da tre soci con un passato nell’intelligence informatica israeliana — Nadav Czerninski (CEO), Gal Elbaz (CTO, in precedenza in Check Point) e Avshalom Hilu (Chief Product Officer) — Oligo è uscita dalla fase di stealth a febbraio 2023 con 28 milioni di dollari tra seed e Serie A, guidati da Lightspeed Venture Partners, Ballistic Ventures e TLV Partners. A gennaio 2025 ha chiuso una Serie B da 50 milioni guidata da Greenfield Partners, con la partecipazione di Red Dot Capital Partners e Strait Capital: quasi 80 milioni di dollari raccolti in meno di due anni. Tra i clienti dichiarati figurano Databricks, Salesforce, ServiceNow, Instacart e Cresta.
La tecnologia: guardare cosa gira davvero, non cosa potrebbe girare
Il prodotto si chiama, nel gergo di settore, ADR — Application Detection and Response (e, per il cloud, CADR). Gli strumenti classici di sicurezza analizzano il codice a riposo — librerie, dipendenze, vulnerabilità note (CVE) — e producono elenchi lunghissimi di allarmi, per lo più su funzioni che nell’applicazione reale non vengono mai eseguite. Oligo osserva invece il codice a runtime, mentre gira in produzione, usando la tecnologia eBPF del kernel Linux: un meccanismo che permette al sistema operativo di osservare l’esecuzione con un sovraccarico minimo, senza riscrivere l’applicazione. Costruisce così un profilo comportamentale di ogni servizio, distingue le vulnerabilità teoriche da quelle davvero raggiungibili da un attaccante e blocca i tentativi di sfruttamento in tempo reale. Un cliente, Cresta, dichiara di aver ridotto del 99% le vulnerabilità da correggere, limitandosi a quelle con funzione vulnerabile effettivamente eseguita. Il limite è reale: l’osservazione a runtime interviene quando il codice è già in esecuzione, non sostituisce i controlli a monte nello sviluppo, e va comunque integrata in ogni stack del cliente — non è un interruttore che si accende da solo.
I termini noti dell’accordo: cosa dice il comunicato, cosa no
Qui bisogna separare l’annuncio dalla sostanza. FedStart è un programma che Palantir descrive come «accreditamento come servizio»: mette a disposizione delle aziende partner la propria infrastruttura cloud già autorizzata e il proprio apparato di conformità — pratiche di autorizzazione (ATO), materiali di audit, monitoraggio continuo, valutazione dei controlli. L’obiettivo dichiarato per Oligo è accelerare il percorso verso l’autorizzazione FedRAMP High e il DoD Impact Level 5, il livello che copre le informazioni non classificate più sensibili della Difesa americana — dati controllati e sistemi legati alla sicurezza nazionale. Il comunicato non dice che Oligo abbia già quelle autorizzazioni: dice che le sta perseguendo dentro l’infrastruttura di Palantir. Non sono resi pubblici né i termini economici dell’accordo (percentuali, canoni, eventuale quota di Palantir) né il nome di un’agenzia federale già cliente. Il CEO di Oligo, Nadav Czerninski, ha dichiarato: «i team di sicurezza non possono più permettersi di rilevare gli attacchi dopo che l’attaccante ha già messo piede dentro: gli attacchi moderni, assistiti dall’AI, si muovono ad alta velocità e sfruttano i punti in cui la maggior parte degli strumenti non vede nulla — il runtime». Ali Monfre, a capo di FedStart in Palantir, ha aggiunto che il programma permette a Oligo di «accelerare il percorso verso l’autorizzazione FedRAMP High e DoD IL5 e portare la propria tecnologia ai clienti governativi».
Cosa comporta
Per Oligo, l’accordo accorcia anni di burocrazia — ma lega il proprio ingresso nel mercato federale, il più ricco al mondo per la cybersecurity, a un solo intermediario. Per Palantir, ogni azienda che entra in FedStart rafforza il proprio ruolo non solo di fornitore di analytics e AI, ma di infrastruttura di fiducia attraverso cui altri fornitori — anche concorrenti tra loro — devono passare per raggiungere il governo: una posizione che va oltre i singoli prodotti Foundry o AIP, e che tocca anche i temi del dual-use e della conformità quando l’obiettivo dichiarato è un livello come l’IL5. Per il procurement il vantaggio è la velocità: le agenzie ottengono strumenti specializzati senza attendere anni di autorizzazioni parallele. Il rischio, speculare, è la concentrazione: se la valutazione di un solo intermediario ha una falla, la eredita ogni azienda che passa dallo stesso canale, e la varietà dei controlli indipendenti si riduce. Per chi acquista in questo comparto — anche nella difesa — vale la lezione che il rapporto GAO sugli acquisti AI del governo USA documenta da mesi: la fiducia si verifica, non si eredita dal marchio del fornitore. In Europa e in Italia non esiste un equivalente diretto: la qualificazione cloud dell’ACN nel Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetica e lo schema europeo EUCS restano percorsi nazionali, o ancora in definizione a livello comunitario — più lenti e frammentati di una corsia gestita da un unico fornitore privato. Una differenza strutturale, da tenere presente prima di paragonare la velocità del procurement americano a quella europea.
La lezione operativa
- Distinguete l’annuncio dal traguardo: «essere entrati in un programma di accreditamento» non equivale ad «avere l’autorizzazione» — verificate la certificazione effettiva (iscrizione al marketplace FedRAMP, lettera di ATO), non il comunicato stampa.
- Se siete un fornitore che valuta un accordo simile, scrivete subito cosa succede se l’intermediario cambia condizioni, prezzo o rapporto: senza una clausola di reversibilità, la vostra unica strada verso un mercato intero dipende dalla buona volontà di un altro fornitore.
- Se siete un ente o un’azienda acquirente, chiedete chi ha svolto davvero la valutazione di sicurezza e se potete rivedere gli artefatti di conformità direttamente, non limitatevi al marchio dell’intermediario.
- Verificate le percentuali di riduzione del rumore («meno 99% di falsi allarmi») sul vostro carico di lavoro reale, non su quello del cliente citato nel comunicato: sono numeri di marketing prima di essere numeri vostri.
- In Europa, guardate agli equivalenti reali — qualificazione ACN, EUCS — prima di scegliere un fornitore in base alla promessa di una scorciatoia.
Chi osserva questi accordi da un ufficio acquisti — pubblico o privato — dovrebbe applicare lo stesso principio che usiamo quando valutiamo un fornitore per i nostri clienti: verificare cosa è già dimostrato, cosa è ancora promessa, e cosa succede se il fornitore cambia strada. È il criterio con cui costruiamo ogni architettura che restiamo in grado di sostituire, non solo di installare.
Dovete valutare un fornitore di sicurezza o AI che si presenta con una certificazione «in corso» o un accordo con un grande partner? Parliamone in una sessione di trenta minuti: separiamo insieme cosa è già garantito da cosa resta ancora da dimostrare.
Fonti
- Business Wire (via Yahoo Finance) — Oligo Security Joins Palantir’s FedStart Program to Accelerate Runtime Security for Federal Agencies (18 giugno 2026)
- CIO Influence — Oligo Security Joins Palantir’s FedStart Program to Accelerate Runtime Security for Federal Agencies (19 giugno 2026)
- SecurityWeek — Oligo Raises $50M to Tackle Application Detection and Response