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Massimale triplicato senza nuova gara: il caso Oracle-VA e l’articolo 120

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Primo piano di un tenditore a vite in acciaio con gancio, appoggiato su una rete metallica, fotografia in bianco e nero
Il tenditore non aggiunge un cavo: allunga quello che c’è già. Le modifiche contrattuali funzionano allo stesso modo.

Nel contratto della piattaforma che avete in casa, la cifra negoziata non è quella che spenderete davvero. Quella che conta è il massimale, e la clausola che lo alza era già scritta nei documenti di gara il giorno in cui avete firmato: in Italia, se è scritta bene, non ha limiti di valore. Vale per un affidamento da mezzo milione e per un contratto pubblico da ventisette miliardi.

Tre giorni di finestra, diciassette miliardi

L’11 agosto 2026, alle 12:44 della costa orientale, il centro acquisti tecnologici del Dipartimento degli affari dei veterani statunitense (VA) pubblica l’avviso di gara 36C10B26R0015. Il titolo è la cosa stessa: «Modification P00008 - Addition of Optional Ordering Periods and Ceiling Increase» — aggiunta di periodi opzionali di ordinazione e aumento del massimale. Termine per le risposte: 14 agosto, ore 13:00. Tre giorni e un quarto d’ora.

L’avviso dichiara il perché — si prosegue «until all VA Medical Centers (VAMCs) and related facilities have fully transitioned to the EHR system» (finché tutte le strutture non saranno passate al sistema) — e il chi: «The intended sole source […] is Oracle Health Government Services, Inc.»

Firmata il 18 agosto, nel registro federale FPDS la modifica porta il contratto 36C10B18D5000 — 17 maggio 2018 — da un massimale con tutte le opzioni di 9.996.557.385,06 dollari a 26.937.945.069,34. La data ultima per emettere ordini, 16 maggio 2028 nell’atto del 2018, nel campo depositato diventa il 16 maggio 2036; la descrizione della modifica indica invece il 2031.

L’oggetto scritto nel 2018

La descrizione depositata nel 2018 spiega perché nel 2026 non ci fosse alternativa: il contratto copre «THE FULL SCOPE OF SERVICES AND PRODUCTS NECESSARY TO DEPLOY THE DOD EHR SOLUTION IN A MANNER THAT MEETS THE NEEDS OF VA» (la soluzione già del Dipartimento della difesa). L’oggetto non descrive una funzione: nomina un sistema. Che non fosse competuto è uno schema trattato a parte; qui conta il tetto. Quando l’oggetto nomina il prodotto, ogni allargamento è una modifica, mai una gara.

Le posizioni delle parti

Il 2 settembre la commissione per gli affari dei veterani della Camera tiene l’audizione. Il presidente Mike Bost, in apertura: «V.A. recently extended its contract with Oracle Health because the original price tag was not enough to complete the rollout», e poi «Time after time, this Committee has learned that V.A.’s first price tag is rarely the last one».

Oracle, invitata, non partecipa. Al termine la commissione approva con 19 voti a zero la mozione di Maxine Dexter per citare Larry Ellison e Mike Sicilia; il 14 settembre le citazioni sono notificate. Per la minoranza, Mark Takano: «No corporation is too powerful […] to answer to the American people» — parola di parte, in un contraddittorio aperto. La posizione pubblica dell’azienda resta il comunicato del 13 giugno 2024: il sistema «will enable VA to standardize workflows, training, and technology management across its facilities using a single enterprise system». Un unico sistema d’impresa è anche, per costruzione, un sistema che non si cambia a metà.

L’aggancio italiano: l’opzione che non ha tetto

Il 17 settembre 2026 TED pubblica l’avviso 640879-2026. Stazione appaltante: PagoPA S.p.A. Oggetto, alla lettera: «GARA EUROPEA A PROCEDURA APERTA PER L’AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI PROCESS MINING TRAMITE IL TOOL CELONIS». Contratto CIG B2AB0111D3, concluso il 31 ottobre 2024 con Hesplora S.r.l. di Firenze. La modifica è «estensione dell’importo contrattuale per ulteriori €324.115,00 ai sensi dell’art.120 comma 10, del D.lgs. 36/2023», motivata come «Attivazione dell’opzione di proroga di 12 mesi fino al 31.10.2027».

Qui non c’è nulla di irregolare, ed è per questo che l’esempio serve: procedura aperta, opzione prevista, modifica pubblicata. Ma l’avviso di aggiudicazione originario — 781186-2024, del 19 dicembre 2024 — indicava 648.230,00 euro per 24 mesi, con una riga esplicita: «Il valore indicato non è comprensivo di opzioni». L’opzione vale la metà esatta di quella cifra: il contratto arriva a 972.345 euro, il 50% oltre il numero che chiunque avrebbe letto in gara. E anche qui l’oggetto nomina il prodotto.

Perché il limite del 50% non vi protegge

L’articolo 120 del Codice dei contratti pubblici (d.lgs. 36/2023, in vigore dal 31 dicembre 2024) è quello che si cita per il tetto della metà. Il comma 2: «Nei casi di cui al comma 1, lettere b) e c), il contratto può essere modificato solo se l’eventuale aumento di prezzo non ecceda il 50 per cento del valore del contratto iniziale». Quelle lettere riguardano prestazioni supplementari sopravvenute e varianti in corso d’opera.

La lettera a) è un’altra strada. Ammette la modifica senza nuova procedura «se le modifiche, a prescindere dal loro valore monetario, sono state previste in clausole chiare, precise e inequivocabili dei documenti di gara iniziali, che possono consistere anche in clausole di opzione». A prescindere dal loro valore monetario: nessun tetto. L’unico argine è il comma 6, che considera sostanziale — vietata senza gara — la modifica che «estende notevolmente l’ambito di applicazione del contratto»: non una soglia numerica, un giudizio che si formula dopo.

Quanto potrà crescere il contratto non si decide con la modifica: si decide nei documenti di gara, anni prima, quando nessuno guarda.

Tre controlli, sul contratto che avete già

Il valore pubblicato comprende le opzioni? Se no, la cifra citata non è l’impegno. L’oggetto nomina un prodotto o descrive una funzione? Un oggetto costruito sul nome di un prodotto chiude la gara a monte. E il giorno in cui smettete di pagare, che cosa resta vostro? Se serve un’estrazione in un formato deciso dal fornitore, l’uscita è nominale: lo abbiamo già letto in un audit.

Perché un sistema chiuso

Il motivo per cui un massimale può triplicare senza che nessuno possa opporsi è scritto nell’avviso americano: si prosegue finché le strutture non saranno «fully transitioned to the EHR system». Quando l’oggetto del contratto è completare la migrazione verso il sistema di qualcun altro non esiste uno stato intermedio in cui si smette di pagare: esiste un ospedale a metà.

Un sistema chiuso rovescia la dipendenza per ragioni tecniche, non ideologiche. I pesi del modello sono aperti e restano vostri: si conservano, si ispezionano, si spostano su un’altra macchina. Dati, indice e traccia delle decisioni stanno nel vostro perimetro, non dentro il prodotto. Quello che comprate è la funzione, non la permanenza in un ambiente. Il criterio è la separabilità: se per cambiare fornitore dovete ricostruire l’archivio, non avevate comprato un servizio ma una condizione. È questo che significa sovranità tecnologica al netto degli slogan.

I due assi, applicati al caso

Adempiere. Il controllo che mettiamo in esercizio legge contratti e documenti di gara e sorveglia tre righe: il valore pubblicato, ogni clausola di opzione con il suo termine di esercizio, e l’oggetto — segnalando quando nomina un prodotto invece di una funzione, con la traccia datata per un’ispezione, nella logica delle lezioni sugli appalti AI.

Decidere. Lo stesso impianto tiene insieme contratti, atti di gara, registri di spesa, gestionali e archivi in un modello operativo unico, su cui agenti AI eseguono decisioni con un operatore al comando — per grandi imprese, difesa, sanità e pubblica amministrazione. On-premise, oppure cloud dedicato con data center in Italia presidiato da noi, sempre con gestione condivisa.

Sapreste dire, per i vostri tre contratti software più grandi, di quanto può crescere il massimale senza gara? Mezz’ora con un nostro tecnico basta per iniziare.

Quello che non sappiamo

La giustificazione americana è allegata in versione espunta: non ne conosciamo il contenuto. Non sappiamo quanto il VA spenderà — un massimale è un tetto, non una previsione — né quale delle due date, 2031 o 2036, governi la finestra degli ordini. Nell’archivio stampa di Oracle non abbiamo trovato un comunicato sulla modifica del 2026: la nostra ricerca non prova che non esista. Del caso italiano conosciamo gli atti, non le ragioni. Nessuna delle parti è stata contattata.

Fonti