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Euro 7 e particolato dai freni: che cosa cambia il 29 novembre 2026

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Pulviscolo sospeso in controluce su fondo scuro, particelle chiare di dimensioni diverse, nessuna persona
Questo particolato non esce da un tubo di scarico: si stacca da una superficie che frena. Da novembre va misurato.

Se producete pastiglie, dischi, tamburi o materiali d’attrito, avete sessantasei giorni. Dal 29 novembre 2026 un nuovo tipo di autovettura o di veicolo commerciale leggero non ottiene l’omologazione se il particolato emesso dai freni supera il limite, e la prova con cui si misura è cambiata ieri: i dati di banco che avete in archivio valgono contro un testo che l’Unione ha appena sostituito.

Le date dell’articolo 21

L’Euro 7, il regolamento (UE) 2024/1257, scaglia l’applicazione su più date. L’articolo 21 dispone che si applica «a decorrere dal 29 novembre 2026 ai nuovi tipi di veicoli delle categorie M1 ed N1 e ai componenti, ai sistemi e alle entità tecniche indipendenti destinati ai veicoli delle categorie M1 o N1», e dal 29 novembre 2027 ai veicoli nuovi; per M2, M3, N2, N3 e per i rimorchi O3 e O4 le due date sono il 29 maggio 2028 e il 29 maggio 2029.

Due articoli traducono il 29 novembre 2026 in un divieto. L’articolo 10, paragrafo 4: davanti a un nuovo tipo M1 o N1 non conforme, «le autorità di omologazione si rifiutano di rilasciare l’omologazione UE o nazionale in relazione alle emissioni». L’articolo 11, paragrafo 1, riguarda voi: dalla stessa data gli Stati membri vietano «la vendita o l’installazione di un sistema, di un componente o di un’entità tecnica indipendente» destinati a un veicolo M1 o N1 omologato Euro 7 e non omologato a sua volta. E l’articolo 4, paragrafo 4, elenca i sistemi di frenatura fra i componenti che devono rispettare l’allegato I alle condizioni dell’allegato III.

Il limite c’è già. La seconda fase è una tabella vuota

Il regolamento definisce il particolato come «qualsiasi materiale emesso dal tubo di scappamento o dai freni e raccolto da un dispositivo filtrante»: la frenata entra nella definizione dello scarico. La voce da cercare è l’allegato I, tabella 4, «limiti di emissione di particolato dai freni Euro 7 nel ciclo di guida standard applicabili fino al 31 dicembre 2029 […]». Per M1 ed N1, esclusi gli N1 di classe III, le «Emissioni di particolato dai freni (PM10)» valgono 3 mg/km per gli elettrici puri (PEV) e 7 mg/km per ibridi plug-in, ibridi non ricaricabili, veicoli a celle a combustibile e veicoli a combustione interna; per gli N1 di classe III, 5 e 11 mg/km.

Le tabelle 5, 6, 7 e 8 — seconda fase dal 1° gennaio 2030, e pesanti — hanno le celle vuote, sia per il PM10 sia per il numero di particelle. L’articolo 18, paragrafo 5, impegna la Commissione a una relazione entro il 31 dicembre 2027, prima degli atti delegati che le riempiranno. Chi progetta oggi un materiale d’attrito per il 2030 progetta contro una tabella bianca.

Che cosa ha fatto il regolamento delegato 2026/1214

Il consolidato di oggi, 02024R1257-20260923, porta due marcatori, ►M1 e ►M2, e nessun ►C: nessuna rettifica. Il regolamento delegato (UE) 2026/1216, del 9 giugno 2026 (GU L 1216 del 13.8.2026), fissa a 1,2 il moltiplicatore di durabilità dei gas inquinanti per i pesanti M3, N2 e N3 nella vita supplementare. Il (UE) 2026/1214 (GU L 1214 del 3.9.2026), in vigore dal 23 settembre, sostituisce per intero la tabella 4 dell’allegato III.

È la sostituzione di una riga, e quella riga decide il vostro banco. Prima: «Prove secondo il regolamento tecnico mondiale ONU n. 24 sulle emissioni dai freni». Ora: «Prove secondo il regolamento ONU n. 179 sulla misurazione in laboratorio delle emissioni dei freni dei veicoli leggeri». Non è un rinvio aggiornato: da un regolamento tecnico mondiale, che è un metodo, si passa a un regolamento ONU dell’accordo del 1958, che è un titolo di omologazione. Il considerando 2 lo giustifica con «un’ulteriore armonizzazione e miglioramento dell’ambiente di prova, la misurazione ad alta precisione del PM10, del PM2,5 e del numero di particelle, le prove relative alle nuove tecnologie quali freni dotati di filtri passivi o attivi […]», e con i dati raccolti nelle prove sui freni «Euro 7».

Dove vi colpisce: la famiglia di emissioni

Il regolamento ONU n. 179, in Gazzetta ufficiale il 18 maggio 2026, raggruppa i freni in «famiglie di emissioni di moduli freno»: vi stanno insieme solo i veicoli con gruppo frenante identico su quattro caratteristiche, e la terza è la vostra — «Tipo di materiale di attrito: pastiglia (dimensioni e forma della superficie di attrito, formulazione del materiale di attrito, piastra di supporto)». E il codice di identificazione del materiale d’attrito contiene «un numero di identificazione che si riferisce in modo univoco alla formulazione del materiale di attrito». Un cambio di formulazione, deciso per costo o per sostituire una sostanza, non è una variante di processo: è un’altra famiglia.

Il ricambio è dentro: la classificazione «si applica ai freni “originali” e “originali di ricambio”» e la prova va fatta in coppia — «Le parti dei sistemi di frenatura originali e originali di ricambio (dischi, pastiglie, tamburi, ganasce) devono essere sottoposte a prova sul banco di prova in abbinamento alla parte originale del sistema di frenatura corrispondente». Per provare il vostro disco di ricambio vi serve la pastiglia di primo impianto dell’altro. Nell’allegato V, tabella 11, la prova delle emissioni del sistema di frenatura nel ciclo WLTP di frenatura è obbligatoria per l’omologazione e per la conformità della produzione.

Quanti codici avete a catalogo, e per quanti sapreste dire in un pomeriggio in quale famiglia ricadono?

Perché un sistema chiuso

La formulazione di un materiale d’attrito è il segreto industriale di un’impresa del settore manifatturiero e sta in un sistema; i risultati di banco stanno in un altro; le pratiche di omologazione e i verbali del servizio tecnico in un terzo; il catalogo dei codici ricambio in un quarto. Nessuno dei quattro parla con gli altri, e nessuno può essere caricato su un modello esterno.

Serve poi una cosa che gli archivi quasi mai fanno: ricostruire il fascicolo alla data della prova, contro le condizioni vigenti quel giorno. Una prova chiusa a luglio vale contro il regolamento tecnico mondiale ONU n. 24; una chiusa oggi vale contro il regolamento ONU n. 179. È il problema di quale testo avete letto, e in che data, e torna in ogni filiera che deve dimostrare qualcosa a valle, come per i veicoli fuori uso. E quando le condizioni di prova cambiano — è successo ieri — la domanda non è giuridica: è quali codici e quali omologazioni ricadono nella nuova lettura, e la risposta serve in un pomeriggio.

Quello che non sappiamo

Il regolamento ONU n. 179 in Gazzetta ufficiale riporta come data di entrata in vigore «XX settembre 2026 (da confermare)» e rinvia per lo stato al documento UNECE TRANS/WP.29/343, dalla nostra rete non raggiungibile (errore 403): la data effettiva non l’abbiamo confermata. Non abbiamo verificato quali atti di esecuzione dell’articolo 14 siano già adottati per M1 ed N1. Per M2, M3, N2 ed N3 la tabella 4 dell’allegato III resta con la casella vuota: per i freni dei pesanti un metodo di prova non c’è ancora.

I due assi, applicati

Adempiere. Il rinvio dell’allegato III diventa un controllo che gira sui vostri sistemi: ogni codice legato alla formulazione, alla famiglia, al verbale di banco con la sua data e alle condizioni di prova vigenti quel giorno, con un allarme quando un rinvio normativo cambia o una formulazione viene modificata senza riaprire la pratica. Fascicolo esportabile e datato, pronto per l’autorità di omologazione o per il capofila.

Decidere. Lo stesso impianto tiene insieme laboratorio, PLM, qualità, ufficio omologazione e catalogo ricambi in un modello operativo unico, su cui agenti AI eseguono decisioni con un operatore al comando: quali famiglie riprovare per prime, quali codici ritirare, quali clienti avvisare prima che chiedano. Per grandi imprese manifatturiere, difesa, pubblica amministrazione e sanità. Sempre in due modalità: on-premise, su macchine autonome che non richiedono integrazione profonda nella vostra rete, oppure cloud dedicato con VPN dedicata e data center in Italia, con gestione condivisa.

Dalla prima sessione, senza costi, esce la mappa datata dei vostri codici d’attrito: quale formulazione, quale famiglia, quale prova, contro quale testo. Resta a voi. Parlatene con un nostro tecnico.

Fonti