Il memo doveva provare un sabotaggio: ha provato una ritorsione
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Il registro pubblico della causa Anthropic PBC v. U.S. Department of War, davanti alla giudice federale Rita F. Lin (Distretto Nord della California, n. 3:26-cv-01996-RFL), riporta «Date Terminated: Aug. 27, 2026», con l’ultimo deposito il giorno successivo. La causa, aperta il 9 marzo, si è chiusa il 27 agosto: questo lo abbiamo verificato noi sul fascicolo.
Che cosa dica l’atto che l’ha chiusa, invece, non l’abbiamo letto. L’ordinanza non risulta a oggi nel fascicolo pubblico consultabile gratuitamente, e quanto se ne sa viene dalle testate che ne hanno dato notizia: secondo queste, Lin ha concesso il giudizio sommario ad Anthropic, dichiarando illegittima la designazione dell’azienda come rischio per la catena di fornitura su tre fronti — ritorsione contraria al Primo Emendamento, violazione del giusto processo, eccesso di potere amministrativo. Lo scriviamo per quello che è: una data verificata sul registro, un contenuto riferito dalla stampa. Nessuna delle frasi che seguono fra virgolette viene da quell’ordinanza.
Il documento che invece abbiamo letto per intero è pubblico da marzo, ed è quello che rende la vicenda istruttiva a prescindere da come finirà. Ne avevamo seguito gli sviluppi ad aprile e a luglio. Il punto non è chi ha vinto: è che cosa contiene il memo del Pentagono che doveva giustificare la designazione.
I fatti, in ordine
- 27 febbraio 2026: il Presidente Trump ordina su Truth Social a tutte le agenzie federali di «IMMEDIATELY CEASE all use of Anthropic’s technology», definendo l’azienda «some out-of-control, Radical Left AI company» (atto poi citato in giudizio come Dkt. No. 6-20, la «Presidential Directive»).
- Un’ora dopo: il Segretario alla Difesa Pete Hegseth scrive su X che «Anthropic delivered a master class in arrogance and betrayal», e ordina a chi vuole fare affari con il Pentagono di interrompere ogni rapporto commerciale con l’azienda (Dkt. No. 6-21, la «Hegseth Directive»).
- 3-4 marzo 2026: Anthropic riceve due lettere del Dipartimento della Guerra. La prima cita 41 U.S.C. § 4713 (FASCSA), impugnata in un procedimento separato davanti al D.C. Circuit (causa n. 26-1049); la seconda cita 10 U.S.C. § 3252, norma specifica della Difesa, ed è la «Section 3252 Letter» al centro della causa davanti a Lin.
- 26 marzo 2026: Lin concede un’ingiunzione preliminare, ritenendo probabile che Anthropic vinca nel merito su tutti e tre i motivi di ricorso; l’ordinanza (Documento 134 del fascicolo) rende pubblico per la prima volta il testo del memo interno alla base della designazione.
- 2-3 aprile 2026: il governo deposita appello al Nono Circuito contro l’ingiunzione; il registro assegna il numero 26-2011.
- 8 aprile 2026: il D.C. Circuit nega la sospensione della designazione via § 4713, lasciandola attiva. A fine agosto la causa n. 26-1049 risulta ancora senza decisione.
- 30 luglio 2026: udienza sulle mozioni incrociate per giudizio sommario davanti a Lin, che — secondo la cronaca di chi vi ha assistito — osserva dal banco che «it seems like the record, in some ways, has gotten worse for the government» rispetto a marzo.
- 27 agosto 2026: il registro segna la chiusura della causa. Secondo le testate che hanno dato la notizia, Lin concede il giudizio sommario ad Anthropic e rende permanente il blocco della Presidential Directive, della Hegseth Directive e della designazione ex § 3252; l’atto non è ancora consultabile.
Il memo che doveva provare un rischio tecnico
La designazione del 3 marzo nasce da una raccomandazione congiunta del Sottosegretario per gli Approvvigionamenti e del Chief Information Officer del Dipartimento, che allega un memorandum firmato dal Sottosegretario Emil Michael — lo stesso che aveva guidato i negoziati contrattuali con Anthropic. Depositato come allegato (Dkt. No. 96-2), il memo apre su un terreno tecnico: i modelli AI sarebbero «acutely vulnerable to manipulation», Anthropic potrebbe sfruttare un accesso privilegiato per «subtly poison the training data to maliciously introduce unwanted function», e il Pentagono rischierebbe di ritrovarsi a operare «a black box controlled by a hostile party, which could contain hidden biases or backdoors».
Letto fino in fondo, però, lo stesso memo spiega da solo perché quella cornice tecnica non regge. Nella sua conclusione, Michael scrive che «Anthropic’s risk level escalated from a potentially manageable technical and business negotiation to an unacceptable national security threat» non per una prova di manomissione emersa nel frattempo, ma perché l’azienda «asserted in the negotiations that it have an approval role in the operational decision chain» e perché, durante le trattative, «began engaging in an increasingly hostile manner through the press, despite the ongoing private negotiations with DoW leadership». È la frase — depositata dal governo stesso, non trapelata — che la giudice cita come prova diretta del movente: la designazione come rischio per la catena di fornitura nasce, per stessa ammissione del suo autore, dal modo in cui Anthropic ha discusso in pubblico i termini del contratto, non da un rischio di sabotaggio dimostrato.
Il memo non spiega nemmeno su quale base Anthropic avrebbe accesso privilegiato ai modelli già consegnati. Anthropic ha depositato una dichiarazione della propria ingegnera Ramasamy, secondo cui, una volta distribuito in ambienti air-gapped del Dipartimento, «Anthropic has no ability to access, alter, or shut down the deployed model»; in udienza l’avvocato del governo ha ammesso di non essere al corrente di alcuna prova contraria. Il Dipartimento non ha contestato quella dichiarazione nel merito: ha annunciato un audit interno per verificare se il rischio esista.
Vincere in un tribunale non chiude la partita nell’altro
Qualunque cosa Lin abbia deciso il 27 agosto, non poteva riguardare la designazione ex § 4713: il FASCSA attribuisce in modo esclusivo il controllo giurisdizionale sulle proprie designazioni al D.C. Circuit, e la stessa ordinanza di marzo lo dice del proprio perimetro. Quella seconda designazione — più stretta, perché limitata agli approvvigionamenti «covered» della Difesa, ma emessa in base a una legge diversa — non è toccata dalla sentenza di Lin ed è ancora, formalmente, in vigore mentre la causa n. 26-1049 resta pendente. Un’azienda può quindi, nello stesso giorno, vedersi riconoscere in un tribunale che la sua designazione come rischio nazionale era ritorsione illegale, e restare, secondo un’altra legge e davanti a un’altra corte, ancora ufficialmente designata come tale.
Anthropic, in una nota ripresa dalle testate che hanno dato la notizia — non l’abbiamo trovata sul sito dell’azienda — ha dichiarato: «We welcome the court’s ruling that this supply chain risk designation was unlawful. We remain focused on working productively with the government to harness AI for our national security so all Americans benefit from this technology» — accogliamo con favore la decisione del tribunale secondo cui questa designazione era illegittima; restiamo concentrati sul lavorare in modo produttivo con il governo, perché l’AI sia al servizio della sicurezza nazionale a beneficio di tutti gli americani. Il Pentagono e la Casa Bianca non hanno risposto alle richieste di commento delle testate che hanno dato la notizia; più fonti indicano che il Dipartimento di Giustizia intende impugnare la sentenza — non risulta, al momento, un atto di appello formalmente depositato.
Cosa ne resta, per chi valuta un fornitore o una controparte
Il primo punto riguarda i documenti interni. Un memo scritto per soddisfare un requisito di legge — qui l’obbligo di motivare per iscritto la designazione — non è automaticamente una prova a favore di chi lo scrive: se contiene la vera ragione della decisione, quella ragione diventa la prova che si userà contro l’autore. Vale per un memo del Pentagono come per una relazione che giustifica l’esclusione di un fornitore: il testo integrale conta più del riassunto messo in un comunicato.
Il secondo riguarda il perimetro di una norma. Nell’ordinanza di marzo la giudice ricostruisce che § 3252 nasce per il sabotaggio tecnico da parte di attori ostili, e osserva che gli atti contestati ad Anthropic non sembrano avere relazione con quella condotta. Chi applica un potere di esclusione o sospensione — in un capitolato, in una clausola di compliance, in una policy interna — dovrebbe verificare che il caso rientri nella definizione scritta, non in quella che sarebbe comoda.
Sono i due assi su cui costruiamo i controlli: la disciplina che serve a documentare una decisione perché sia difendibile produce gli stessi dati su cui, se la decisione è sbagliata, si scoprirà che lo era.
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Fonti
- Anthropic PBC v. U.S. Department of War, No. 3:26-cv-01996-RFL (N.D. Cal.) — Ordine di ingiunzione preliminare, Documento 134, 26 marzo 2026 (testo integrale)
- TechCrunch — Anthropic gets its first court win over the Pentagon’s supply-chain risk label (28 agosto 2026)
- Fortune — Judge: Pentagon punished Anthropic for ‘arrogance,’ and that’s illegal (28 agosto 2026)
- PBS NewsHour / AP — Judge says Pentagon’s measures against Anthropic were ‘illegal and baseless’ (28 agosto 2026)
- Jones Walker LLP — Two Courts, Two Postures: What the DC Circuit’s Stay Denial Means for the Anthropic-Pentagon Dispute
- Anthropic PBC v. U.S. Department of War, 3:26-cv-01996 — registro del fascicolo su CourtListener (riporta «Date Terminated: Aug. 27, 2026»)