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Capitolato del cliente e schede tecniche: come si fa il confronto con l’AI senza farli uscire?

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Se guidate l’ufficio tecnico o l’ufficio offerte di un costruttore di macchine o di impianti, conoscete il momento: arriva il capitolato del cliente, decine di pagine e centinaia di requisiti, e per ognuno dovete dire se la vostra macchina lo rispetta, dove sta scritto e che cosa proponete al posto di quello che manca. Di solito lo fa a mano il tecnico più esperto, nelle stesse settimane in cui servirebbe altrove. L’intelligenza artificiale può preparare quel confronto. La domanda vera è dove lo prepara: il capitolato è del cliente, le schede tecniche sono vostre, e nessuno dei due dovrebbe finire sulle macchine di qualcun altro.

Che cosa fa l’AI, riga per riga

Il risultato è una tabella che conoscete già, la matrice di conformità: una riga per requisito, con l’esito e la prova. L’AI la prepara in quattro passi.

  1. Estrae i requisiti. Ogni requisito diventa una riga, con il paragrafo e la pagina da cui viene, compresi quelli chiusi in una tabella o in un allegato scansionato.
  2. Cerca la risposta nei vostri documenti. Per ogni riga trova nelle schede tecniche, nei manuali e nei certificati il passaggio che risponde, e lo riporta con documento e pagina, come abbiamo spiegato in come fa un’AI a rispondere sui documenti aziendali e a citare la pagina.
  3. Propone un esito. Conforme, non conforme o da verificare, con accanto il valore chiesto e quello che avete: per esempio un grado di protezione IP65 richiesto e IP54 nella scheda.
  4. Una persona decide. Il tecnico rilegge ogni riga, corregge e firma: la matrice è sua.

Dove serve l’occhio del tecnico

L’AI accorcia la ricerca. Alcuni punti però li guarda sempre una persona.

  • Numeri, unità e intervalli. Un valore contro un intervallo, una tensione con la sua tolleranza, una temperatura in un’altra unità: la riga si giudica leggendo tutti e due i documenti.
  • I rinvii alle norme. Se il capitolato chiede la conformità a una norma e la scheda non la nomina, l’AI non deve dedurla: la riga va fra quelle da verificare.
  • Il silenzio. Se i vostri documenti non parlano di un requisito, l’esito giusto non è né conforme né non conforme: manca l’informazione, e va scritto così.
  • Le soluzioni equivalenti. Spesso la vostra macchina non fa la cosa scritta, ma ottiene lo stesso risultato in un altro modo. L’AI può segnalarlo; l’argomento tecnico lo scrive una persona.

Nelle gare pubbliche la matrice è la vostra prova

Quando il cliente è un ente pubblico, un ospedale pubblico o un’altra stazione appaltante, il confronto segue una regola scritta. Per le specifiche tecniche il codice dei contratti pubblici rinvia all’allegato II.5 (d.lgs. 36/2023, art. 79), che vieta di escludere un’offerta perché le forniture offerte non sono conformi alle prestazioni o ai requisiti funzionali chiesti, «se vi ottemperano in modo equivalente» (parte II, sezione A, punto 7). La prova però tocca a voi: l’offerente dimostra nella propria offerta, «con qualsiasi mezzo appropriato», «che le soluzioni proposte ottemperano in maniera equivalente alle prestazioni, ai requisiti funzionali e alle specifiche tecniche prescritti» (punto 8). Una matrice ordinata, con la pagina della scheda accanto a ogni riga, è il modo più semplice di darla.

C’è un secondo motivo per curarla. Con la comunicazione dell’aggiudicazione, l’offerta di chi vince è messa a disposizione degli altri offerenti non esclusi, e i primi cinque in graduatoria vedono anche le offerte l’uno dell’altro (art. 36, commi 1 e 2). Dall’accesso si possono escludere le informazioni che costituiscono «segreti tecnici o commerciali», ma solo «secondo motivata e comprovata dichiarazione dell’offerente» (art. 35, comma 4, lettera a)), e sull’oscuramento decide la stazione appaltante (art. 36, comma 3). Le righe che spiegano come la vostra macchina raggiunge un requisito sono spesso proprio il vostro saper fare: vanno indicate, motivate e comprovate già nell’offerta.

Perché in casa

Il capitolato arriva spesso con un accordo di riservatezza, e le vostre schede raccontano il vostro modo di costruire. Prima di caricarli su un servizio esterno va riletta la clausola di riservatezza, come abbiamo scritto in posso usare ChatGPT con i contratti dei clienti?. Con un modello a pesi aperti che gira su una macchina vostra, la domanda non si pone.

Ed è il genere di lavoro dove un modello così rende di più: si ripete a ogni offerta nella stessa forma, e le risposte giuste le avete già, nelle matrici firmate delle offerte passate. Un modello a pesi aperti, rifinito sulle vostre offerte passate, su quel lavoro fa meglio dei grandi modelli generalisti, e resta in casa vostra: le misure pubblicate lo sostengono, come abbiamo raccontato in un modello piccolo può battere i grandi modelli?. Su quel lavoro, non in tutto, e solo dopo averlo misurato su capitolati veri.

Che cosa abbiamo misurato noi

Un capitolato è fatto di centinaia di domande piccole, una per requisito, da far lavorare insieme. Su un server NVIDIA GB300, dove gira il nostro modello grande, facciamo lavorare al massimo 40 richieste alla volta: il programma che lo fa girare ne accetterebbe 256, ma 40 è la capacità utile che abbiamo misurato fra il 12 e il 14 ottobre 2026. Il numero scritto nel software non è quello del lavoro vero: va misurato prima di promettere tempi a un cliente.

Che cosa fare con il prossimo capitolato

  1. Prendete un capitolato già chiuso, con la matrice firmata dal vostro tecnico.
  2. Fate preparare all’AI la matrice dello stesso capitolato, su una macchina che controllate, e confrontatela riga per riga con quella firmata.
  3. Contate gli errori per tipo, valori, rinvii alle norme, requisiti saltati: vi dicono dove il tecnico deve guardare sempre.
  4. Per le gare pubbliche, segnate già nella matrice le righe che contengono saper fare da dichiarare riservato, con il motivo.

Se avete capitolati da preparare e documenti che non devono uscire, il passo è uno: scriveteci che macchine fate e che capitolati ricevete.

Scritto con l’aiuto dell’AI e verificato da CSIDIA.

Fonti