Appalti AI: scrivere un capitolato che regge a un ricorso — il caso ASTRA (DIA)
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Il 24 luglio 2026 la Defense Intelligence Agency, l’agenzia di intelligence militare del Pentagono, ha ritirato la gara ASTRA: la procedura con cui voleva farsi sviluppare su misura una piattaforma software per l’analisi di intelligence tecnica. L’ha fatto quattro giorni dopo il ricorso pre-aggiudicazione depositato da Palantir Technologies al Government Accountability Office, che accusava il capitolato di violare una legge del 1994 — quella che impone alle agenzie federali di comprare soluzioni commerciali quando esistono, invece di farsele costruire da zero. Bloomberg, che ha dato la notizia del ritiro, colloca il sistema in ciò che sta «al cuore del targeting letale». Per chi scrive o valuta capitolati il caso dice una cosa sola: il punto più fragile di un acquisto tecnologico non è il prezzo, è come è scritto il requisito.
I fatti, in ordine
- Il contenitore: ASTRA (Advanced Systems for Technical Research and Analysis) è un ordine attuativo su SITE III, il contratto quadro decennale da 12,6 miliardi di dollari con cui DIA e National Geospatial-Intelligence Agency hanno consolidato gli acquisti IT in un unico veicolo con 144 fornitori ammessi.
- 20 luglio 2026: Palantir deposita il ricorso pre-aggiudicazione. Il GAO decide entro cento giorni per legge (31 U.S.C. § 3554): scadenza al 28 ottobre 2026.
- L’argomento: il capitolato chiede sviluppo su misura dove — sostiene l’azienda — esiste già un prodotto commerciale idoneo. La norma invocata è il Federal Acquisition Streamlining Act del 1994, codificato per la difesa all’art. 10 U.S.C. § 3453 (già § 2377): i requisiti vanno espressi «in termini di funzioni, prestazioni o caratteristiche fisiche essenziali» e definiti in modo che prodotti commerciali possano soddisfarli.
- 24 luglio 2026: la gara viene ritirata su richiesta dell’agenzia stessa; un portavoce lo conferma. Il titolo Palantir sale di circa l’1% nel pre-mercato.
- L’antefatto: il 18 maggio 2026 Palantir aveva depositato un primo ricorso; il 21 maggio Axios rivelava lo scontro sulla modernizzazione di MARS, il repository di intelligence che da otto anni deve sostituire una piattaforma di epoca guerra fredda. Tesi dell’azienda: la DIA «sta sprecando denaro dei contribuenti e violando la legge». Allora la DIA non replicò e Palantir rifiutò di commentare; un funzionario della Casa Bianca disse che l’amministrazione sostiene una competizione più ampia.
- Non è la prima volta: il 30 giugno 2025 Palantir aveva impugnato un affidamento diretto pianificato dalla stessa DIA (programma Prometheus), invocando Competition in Contracting Act e FASA; fascicolo B-423684.1, archiviato il 30 luglio 2025.
- Il precedente: nel 2016 la Court of Federal Claims bloccò la gara dell’Esercito per il DCGS-A Increment 2 per violazione del § 2377; il Circuito Federale confermò il 13 settembre 2018 (causa 17-1465). Da lì la crescita federale: dal 92° posto fra i contractor nel 2021 al 40° nel 2026, oltre un miliardo di dollari da appaltatore principale.
- Le non-risposte: nessuna motivazione pubblica del ritiro oltre alla conferma del portavoce, nessuna dichiarazione di Palantir sul ritiro, nessun commento degli altri concorrenti; il GAO non pubblica i fascicoli pre-aggiudicazione prima della decisione.
Un punto che le cronache saltano: non sappiamo perché l’agenzia abbia ritirato la gara. Può essere una resa nel merito, una riscrittura dei requisiti o un cambio di priorità: nessuna fonte pubblica permette di distinguere. Il registro pubblico misura esiti — bando pubblicato, ricorso depositato, bando ritirato — non le cause interne di un’organizzazione che nessuno osserva dall’interno.
Lezione n. 1: il requisito è la vera clausola di esclusione
Negli Stati Uniti la preferenza per il commerciale è un obbligo con un rimedio processuale: se il capitolato descrive un’architettura invece di un bisogno, chi resta fuori può fermarlo. In Europa lo stesso meccanismo esiste con il segno rovesciato. La direttiva 2014/24/UE, art. 42, vieta specifiche tecniche che abbiano l’effetto di favorire o eliminare determinate imprese o prodotti; per il software della pubblica amministrazione italiana l’art. 68 del CAD (D.lgs. 82/2005) impone una valutazione comparativa tecnico-economica fra sei opzioni — su misura, riuso, open source, cloud, licenza proprietaria, combinazioni — sui criteri del comma 1-bis: costo complessivo (acquisizione, implementazione, manutenzione, supporto), standard aperti e interoperabilità, garanzie di sicurezza, protezione dei dati e livelli di servizio. Il comma 1-ter aggiunge la parte che quasi nessuno mette agli atti: la licenza proprietaria è ammessa solo se la comparazione dimostra «motivatamente» l’impossibilità di usare soluzioni già disponibili nella PA o open source. Negli USA l’onere è giustificare il su misura, in Italia il proprietario: in entrambi i casi la scelta non documentata è una scelta attaccabile.
Lezione n. 2: chi può fermare la vostra gara è già una dipendenza
Palantir usa uno strumento legittimo, e nel 2016 un giudice le ha dato ragione nel merito. Ma l’effetto su un committente è l’azzeramento del cronoprogramma: cento giorni di istruttoria GAO negli Stati Uniti; in Italia trenta giorni per proporre ricorso in materia di appalti (art. 120 del Codice del processo amministrativo, D.lgs. 104/2010), più una fase cautelare che può sospendere tutto. Un fornitore capace di bloccare la procedura è una dipendenza che si manifesta prima che esista un contratto — la stessa asimmetria emersa quando Londra ha definito il fornitore un «punto di debolezza» delle proprie infrastrutture pubbliche — e va nel registro dei rischi accanto al lock-in contrattuale.
Lezione n. 3: senza istruttoria documentata non esiste difesa
Il rapporto GAO sui 44 contratti AI federali che abbiamo analizzato due giorni fa mostrava lo stesso vuoto da un’altra angolatura: nessuna documentazione sistematica delle lezioni apprese dagli acquisti precedenti. Qui il vuoto costa una gara intera. Ricerca di mercato, confronto fra le soluzioni disponibili, motivo per cui nessuna soddisfa il bisogno: senza questi tre documenti sviluppare su misura non è indifendibile perché sbagliato, ma perché non è dimostrabile. In azienda vale identico, con un consiglio al posto del GAO.
Cosa fare
- Scrivete i requisiti per funzione e prestazione, non per architettura. «Deve correlare entità da fonti eterogenee mantenendo la tracciabilità della provenienza» è un requisito; «deve implementare un grafo a ontologia proprietaria» è l’identikit di un fornitore.
- Mettete agli atti la valutazione comparativa prima di decidere: per le PA con i criteri dell’art. 68, comma 1-bis del CAD e la motivazione del comma 1-ter; per le imprese con lo stesso schema, che è una due diligence fatta bene.
- Inserite nel cronoprogramma la finestra del contenzioso e verificate se i fornitori in short list hanno precedenti di impugnazione contro enti che li avevano esclusi.
- Pretendete la reversibilità: dati, ontologia e modello operativo esportabili in formati documentati, così che fra tre anni la scelta fra comprare e costruire si possa rifare.
Comprare una piattaforma pronta o costruirsela va istruito, non deciso per abitudine. Il criterio che seguiamo: già pronta sul metodo — dati, modello operativo condiviso, agenti, operatore umano nel punto di decisione — e su misura solo sul dominio del cliente, l’unica parte irripetibile. Con i dati dentro il perimetro nelle due modalità di consegna: on-premise nell’ambiente del cliente, oppure cloud dedicato in un data center in Italia presidiato direttamente da noi, accesso via VPN riservata.
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Fonti
- Washington Technology — Palantir invokes its favorite law again, this time against DIA’s ASTRA solicitation (21 luglio 2026)
- Bloomberg — After Palantir Beef, US Withdraws Bid to Improve Military Intel (24 luglio 2026)
- U.S. GAO — Bid Protest Docket B-423684.1, Palantir USG, Inc. contro Defense Intelligence Agency (2025)
- 10 U.S.C. § 3453 — Preference for commercial products and commercial services (già § 2377, FASA 1994)
- Normattiva — D.lgs. 7 marzo 2005 n. 82 (CAD), art. 68: analisi comparativa delle soluzioni software