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American Rheinmetall e Harbinger: la logistica autonoma dell’esercito USA non ha un solo fornitore

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Due sedili di guida vuoti e un volante in una cabina di camion, ripresi dall’alto, in bianco e nero
Il sedile è vuoto, ma qualcuno deve comunque rispondere di ogni decisione presa da quel volante.

Il 31 luglio 2026 American Rheinmetall — la controllata statunitense del gruppo tedesco Rheinmetall AG — ha annunciato l’aggiudicazione di un contratto dell’esercito americano per l’iniziativa Project Sustainment: veicoli terrestri senza equipaggio, a propulsione ibrida, per trasportare materiali fino alla linea del fronte in modo autonomo. Il comunicato — ripreso identico sui siti di entrambe le aziende — parla di un contratto di diciotto mesi, assegnato tramite un consorzio dell’esercito, e porta dentro Harbinger, costruttore californiano di furgoni elettrici commerciali, insieme a due nomi meno noti, Forterra e Primordial Labs. Una cosa che il comunicato non dice, e che un’altra fonte riporta quattro giorni prima: American Rheinmetall non è l’unica azienda scelta per questo programma. È una delle cinque.

Chi è Harbinger, e perché l’esercito le ha aperto la porta

Harbinger nasce come costruttore di veicoli commerciali. Si presenta al pubblico l’8 settembre 2022 a Los Angeles — sede poi trasferita a Garden Grove, California, nel settembre 2023 — con una piattaforma elettrica per veicoli di classe 4-7: furgoni, cassonati, mezzi da lavoro. Cresce con tre round crescenti — 60 milioni di dollari nel settembre 2023, 100 nell’aprile 2025, 160 nel gennaio 2026 (quest’ultimo co-guidato da FedEx, che è anche cliente) — e avvia la produzione in serie nell’aprile 2025, con Panasonic Energy come fornitore delle celle; a ottobre 2024 aveva già 400 milioni di dollari di ordini, tra cui Bimbo Bakeries USA e THOR Industries. Il fondatore e CEO, John Harris, prima di Harbinger aveva guidato l’ingegneria hardware del primo prodotto di Anduril, la torre di sorveglianza Sentry Tower — un dettaglio che Harbinger stessa rivendica nei propri comunicati.

La svolta verso la difesa è recente. Il 25 febbraio 2026 Harbinger acquisisce Phantom AI, azienda di guida assistita, e firma una licenza con ZF. Il 10 giugno lancia Harbinger Praesidia, la sua linea di veicoli terrestri senza equipaggio per uso militare — logistica, comunicazioni tattiche, trasporto truppe, sicurezza perimetrale, contrasto ai drone —, sullo stesso telaio ibrido plug-in dei mezzi commerciali. Lo stesso giorno In-Q-Tel, il fondo strategico no-profit della comunità americana dell’intelligence, entra come investitore (importo non pubblico, come quasi sempre negli investimenti IQT). Il comunicato di giugno descrive Praesidia come “autonomous ready” ma soprattutto «completamente teleoperabile tramite l’API proprietaria di Harbinger»: un veicolo comandato da un operatore a distanza, non uno che decide da solo. Questa frase torna utile nel paragrafo dopo.

Project Sustainment: cinque aziende, non una

Il 27 luglio 2026 — quattro giorni prima del comunicato Rheinmetall-Harbinger — The Defense Post riporta che l’esercito americano ha selezionato cinque aziende per sviluppare prototipi di piattaforme robotiche di media taglia per la logistica tattica: American Rheinmetall, AM General, Carnegie Robotics, HDT Robotics (marchio BLADE) e Stratom. Il programma assorbe il precedente M-MET, evoluzione del “mulo robotico” S-MET già in dotazione ai reparti: l’obiettivo è tenere i soldati fuori dalle rotte di rifornimento più esposte, con prove sul campo previste nei primi mesi del 2027. Uno dei concorrenti, BLADE, propone il Dire WOLF, veicolo ibrido a sei ruote derivato dal WOLF-X: stessa gara, letta da un’altra azienda. Il comunicato Rheinmetall-Harbinger non nomina nessuno dei quattro concorrenti né il fatto che il contratto non è esclusivo. È l’annuncio, non la sostanza.

I termini: diciotto mesi, non due — e nessun numero di veicoli

Il testo ufficiale, ripreso identico dai due comunicati aziendali, parla di diciotto mesi assegnati tramite il National Advanced Mobility Consortium (NAMC), senza indicare valore né numero di veicoli. American Rheinmetall è capofila; il team comprende Harbinger (piattaforma e potenza ibrida), Forterra — che lavora già con BAE Systems sul veicolo blindato AMPV, valutata da Bloomberg oltre il miliardo di dollari — per le capacità di guida autonoma, e Primordial Labs, con l’interfaccia vocale Anura già raccontata da Defense News e Axios. L’unica citazione è di Jim Schirmer, vicepresidente vendite e marketing di American Rheinmetall: «Questo riconoscimento amplia il portafoglio in crescita di American Rheinmetall nei sistemi terrestri senza equipaggio sul mercato statunitense […] Project Sustainment sostiene direttamente le priorità di modernizzazione dell’esercito, fornendo capacità autonome di movimentazione e trasporto dei carichi che aumentano la prontezza operativa e riducono il peso sui soldati.»

Una fonte di settore, Truck News, riporta invece un contratto di due anni per quattro veicoli, con una citazione di John Harris assente dal testo ufficiale duplicato dalle due aziende. Durata più lunga e numero di veicoli non risultano confermati da fonte primaria: li segnaliamo come dato di stampa, non come fatto verificato.

Cosa vuol dire “autonomo”, qui

Il comunicato dice che i veicoli «trasportano autonomamente le forniture» con «intervento umano minimo», e cita il comando vocale come funzione abilitante. Ma la guida autonoma non è di Harbinger: è di Forterra. Harbinger porta il telaio ibrido e — per sua stessa descrizione di Praesidia, di sole sette settimane prima — un’architettura pensata per essere comandata a distanza, non per guidare da sola. In questo contratto l’autonomia è uno strato aggiunto sopra una piattaforma commerciale nata per il controllo remoto: la distinzione fra “veicolo teleoperato” e “veicolo autonomo” — già centrale nei pezzi di questa serie su Halo di Archer e Anduril — vale anche qui, e il comunicato non la risolve: descrive un risultato di squadra, non il livello raggiunto dal singolo componente.

L’assetto societario: chi è davvero American Rheinmetall

American Rheinmetall non è un’azienda quotata a parte: è il marchio unico con cui Rheinmetall AG (Düsseldorf, Borsa di Francoforte) opera negli Stati Uniti dal 21 febbraio 2025. Prima esistevano due storie distinte: Loc Performance Products, specialista di veicoli di Plymouth, Michigan, acquisita da Rheinmetall per 950 milioni di dollari di valore d’impresa — accordo annunciato nell’agosto 2024, chiuso il 29 novembre 2024 — e ribattezzata “American Rheinmetall Vehicles”; e la preesistente entità omonima legata ai programmi dell’esercito. Il 21 febbraio 2025 le due si fondono nel nome unico “American Rheinmetall”, senza impatto sulla struttura legale, dice il comunicato dell’epoca. La struttura statunitense di riferimento è American Rheinmetall Defense, descritta sul sito del gruppo come il punto di coordinamento centrale per le due società operative — American Rheinmetall e American Rheinmetall Munitions. Nessuna delle due è quotata: lo è solo la casa madre tedesca.

Cosa comporta

Il caso mostra un procurement a più livelli che l’Europa non replica automaticamente: un prime della difesa — qui, la costola americana di un gruppo europeo già raccontato su questa serie a proposito di droni e missili con Anduril — che assembla un veicolo commerciale, un software di guida autonoma e un’interfaccia vocale, tre aziende con tre contratti e tre responsabilità distinte, per un programma aperto a sole cinque concorrenti tramite un consorzio nazionale. Per chi valuta sistemi autonomi in Europa la lezione non è “compriamo la stessa piattaforma”: è che qualificarne uno richiede di verificare ciascun fornitore dello stack — chi guida il veicolo, chi lo alimenta, chi lo comanda — non solo il nome del capofila sul comunicato.

La lezione operativa

  1. Un comunicato che non nomina la concorrenza non significa che non ce ne sia: prima di leggere un’assegnazione come esclusiva, verificate se il programma prevede altri vincitori.
  2. “Autonomo” può descrivere il risultato di un team, non la capacità di un solo componente: chiedete quale azienda guida il veicolo, quale lo alimenta, quale lo comanda.
  3. Quando due fonti danno numeri diversi sullo stesso contratto — diciotto mesi o due anni, nessun veicolo o quattro — trattate la cifra più alta come non confermata finché non compare in un documento firmato.

Chi deve qualificare un sottosistema critico — un modulo di guida autonoma, un’interfaccia operatore, un fornitore di piattaforma — ha bisogno di un controllo che tenga insieme le carte di ciascun fornitore e le renda pronte per un’ispezione, non di un comunicato stampa. È il criterio di ogni architettura che costruiamo per restare verificabile: un controllo che gira sui documenti e sui sistemi del cliente — tracciabilità della filiera, verifica dei livelli di autonomia dichiarati, qualificazione dei fornitori — con la traccia pronta da esibire. Ed è lo stesso impianto che tiene insieme i dati sparsi di un’organizzazione della difesa o della pubblica amministrazione in un modello operativo unico, su cui agenti AI eseguono decisioni con un operatore al comando: on-premise su macchine autonome senza integrazione profonda nella rete del cliente, oppure su cloud dedicato con data center in Italia, sempre con gestione condivisa — il cliente non deve già avere in casa chi amministra sistemi di intelligenza artificiale.

Dovete qualificare un fornitore che si presenta come capofila di un programma non esclusivo, o verificare quale livello di autonomia ha davvero un sistema che compare in comunicati diversi? Parliamone in trenta minuti.

Fonti